Un pezzo di storia sepolto per ottant’anni è riaffiorato inaspettatamente nelle campagne tra Chieri e Riva, riportando alla luce le tracce di un conflitto che sembrava ormai lontano nel tempo. Il ritrovamento di un ordigno bellico ha mobilitato le forze dell’ordine e imposto misure di sicurezza straordinarie, culminate questa mattina con il brillamento controllato della bomba. Un episodio che, seppur risolto senza conseguenze, ha riportato l’attenzione sui rischi ancora presenti nel nostro territorio a distanza di decenni dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Il ritrovamento è avvenuto in un campo coltivato che si affaccia direttamente sulla statale che collega Chieri a Riva, un’area apparentemente tranquilla e destinata all’agricoltura. Era l’8 settembre quando un privato cittadino, intento probabilmente a lavorare il terreno, si è imbattuto in un oggetto metallico che ha subito destato sospetti. Dopo un primo momento di incertezza, l’uomo ha compreso di trovarsi di fronte a un residuato bellico e ha immediatamente allertato le autorità competenti.
Gli accertamenti hanno confermato i timori: si trattava di una bomba da mortaio calibro 81 millimetri, rimasta inesplosa per tutti questi anni sotto strati di terra. Il terreno del ritrovamento ricade nel territorio comunale di Riva, un dettaglio che ha permesso di individuare con precisione le competenze territoriali per la gestione dell’emergenza. Ordigni di questo tipo, purtroppo, non sono rari nelle zone che furono teatro di scontri o di passaggi di truppe durante il secondo conflitto mondiale, e periodicamente riaffiorano durante lavori agricoli o di scavo.
La scoperta ha subito attivato le procedure di sicurezza previste in questi casi, con l’intervento dei Carabinieri che hanno preso in carico la situazione fin dai primi momenti. Nonostante il tempo trascorso dal ritrovamento all’intervento definitivo, l’area è rimasta sotto controllo per evitare che chiunque potesse avvicinarsi o manomettere l’ordigno, la cui pericolosità, seppur datata, non era da sottovalutare vista la natura esplosiva del materiale ancora potenzialmente attivo.
Questa mattina si è finalmente conclusa la vicenda con l’intervento degli artificieri, che hanno proceduto al brillamento controllato dell’ordigno bellico. L’operazione è stata condotta con la massima cautela in una cava nelle vicinanze del luogo del ritrovamento, scelta strategica che ha permesso di minimizzare i rischi per la popolazione e per le strutture circostanti. Le forze dell’ordine hanno gestito ogni fase dell’intervento seguendo protocolli consolidati per la messa in sicurezza di questo tipo di reperti bellici.
Per consentire lo svolgimento dell’operazione in totale sicurezza, è stata necessaria la chiusura temporanea della provinciale 10, l’arteria stradale che collega i due comuni e che passa proprio nei pressi dell’area interessata. La chiusura ha inevitabilmente comportato disagi per gli automobilisti che quotidianamente percorrono quella tratta, costretti a cercare percorsi alternativi durante le ore dell’intervento. Le autorità hanno comunque cercato di limitare al minimo i tempi di interruzione della viabilità.
Al termine delle operazioni, condotte senza intoppi e senza registrare alcun problema, la strada provinciale è stata riaperta al traffico, permettendo il ripristino della normale circolazione veicolare tra Chieri e Riva. L’intera vicenda si è conclusa positivamente, scongiurando qualsiasi pericolo per la popolazione locale e dimostrando ancora una volta l’efficacia dei protocolli di sicurezza messi in campo dalle forze dell’ordine in situazioni di questo genere.








