C’è un ritorno che sa di casa, di radici ritrovate e di un cerchio che si chiude nel modo più bello possibile. Yasmina Akrari torna a Chieri, e lo fa da campionessa del mondo. Sei stagioni dopo aver lasciato il biancoblù, la centrale torinese classe 1993 rimette piede sotto l’Arco con una maglia diversa addosso — quella della nazionale italiana che nell’estate 2025 ha conquistato l’oro mondiale in Thailandia — ma con lo stesso sorriso di sempre. La Reale Mutua Fenera Chieri ’76 ha annunciato il suo secondo innesto per la stagione 2026/2027, e la scelta non poteva essere più emozionante: bentornata, Yas.
Akrari torna a Chieri dopo sei stagioni lontana
Yasmina Akrari e Chieri: una storia che sembrava conclusa e che invece stava solo aspettando il momento giusto per riprendere. La centrale torinese aveva vestito il biancoblù per tre stagioni, dal 2017 al 2020, un periodo fondamentale nella sua carriera e nella storia del club. Fu proprio in quegli anni che contribuì alla storica promozione di Chieri nella massima serie, vivendo da protagonista uno dei momenti più importanti dell’intero progetto sportivo della società piemontese.
Dopo quel capitolo, Akrari aveva scelto Pinerolo come nuova tappa del suo percorso professionale, continuando a crescere e a maturare lontano dall’Arco. Un cammino lungo, fatto di sacrifici, di esperienze diverse e di una consapevolezza sempre più grande di sé stessa come atleta e come persona. Sei anni in cui Chieri ha continuato a crescere, stagione dopo stagione, e in cui Yasmina ha fatto lo stesso, anche se su strade parallele.
Ora quelle strade si sono finalmente incrociate di nuovo, e non poteva esserci momento migliore. «Ho visto Chieri crescere in questi anni da lontano, sono cresciuta molto anche io», ha raccontato lei stessa con la semplicità e la genuinità che la contraddistinguono. «Dopo tanti anni finalmente sembrava il momento giusto perché le nostre strade si incontrassero di nuovo». Indosserà la maglia numero 18, pronta a scrivere un nuovo capitolo di una storia d’amore che non si era mai davvero conclusa.
La campionessa del mondo ritrova casa in A1
Il ritorno di Akrari a Chieri non è semplicemente il ritorno di una giocatrice che si conosce già. È il ritorno di una campionessa del mondo, di un’atleta completamente trasformata dall’esperienza e dalla crescita degli ultimi anni. Nel 2024 era arrivata la chiamata della nazionale azzurra, e nell’estate del 2025 era arrivato il coronamento di un sogno: la medaglia d’oro al campionato mondiale in Thailandia. Un traguardo straordinario che ha cambiato la prospettiva con cui tutti guardano a questa giocatrice, e con cui lei stessa guarda alla propria carriera.
«Torno con un’altra consapevolezza. Sono una giocatrice completamente diversa, più esperta sicuramente, con un bagaglio di esperienza decisamente più grande», ha spiegato Yasmina, con quella lucidità che solo chi ha davvero vissuto tanto riesce ad avere. Sa chi è, conosce i propri punti di forza, e sa cosa può dare a una squadra. Eppure, nonostante tutto questo, tiene a precisare di essere rimasta «la bambina che gioca a palla con il sorriso sul viso». Un equilibrio raro, quello tra maturità e leggerezza, che la rende una risorsa preziosa non solo sul campo ma anche nello spogliatoio.
In questo reparto centrale ritroverà due volti amici: Anna Gray, sua ex compagna a Pinerolo, e Marina Lubian, con cui aveva già condiviso il campo alla Lilliput Settimo. Tre centrali diverse per caratteristiche e stile di gioco, un trio che sulla carta sembra costruito per essere davvero competitivo. «Sono tre giocatrici molto diverse, ognuna con le sue peculiarità, e credo che questo aiuterà a rendere la squadra ancora più competitiva», ha detto Akrari, con la voglia già palpabile di dimostrare il suo valore sul parquet. E ai tifosi biancoblù, a quella famiglia che non ha mai smesso di volerle bene nemmeno quando la vedeva dall’altra parte della rete, ha mandato un messaggio chiaro: «Non vedo l’ora di ritrovare tutti. Sono contenta di tornare in quella che considero un po’ casa, e questa voglia di far bene la dimostrerò sul campo».




