Home Torino Autostrada A6 nel caos: tre ore da Torino a Savona

Autostrada A6 nel caos: tre ore da Torino a Savona

La sera del 30 aprile l’autostrada A6 Torino-Savona si è trasformata in un incubo per centinaia di automobilisti. Quello che doveva essere il primo grande esodo del ponte del Primo Maggio si è rivelato un test fallito in modo clamoroso, con code interminabili, auto ferme e tempi di percorrenza da far venire i brividi. Tre ore per coprire un tragitto che normalmente ne richiede meno di uno e mezza: benvenuti sull’A6 nel caos.

La premessa sembrava quasi troppo bella per essere vera. A fine marzo la Regione aveva annunciato con una certa enfasi che durante le festività pasquali e nel periodo del ponte del Primo Maggio l’autostrada A6 sarebbe stata percorribile su due corsie per tutta la tratta, dal Piemonte fino alla Liguria. Una notizia accolta con sollievo da chi ogni anno si ritrova a fare i conti con i cantieri eterni che da sei anni rendono questo tratto un calvario quotidiano. Finalmente, sembrava, un segnale di normalità.

Eppure la realtà ha avuto la meglio sulle promesse. Il traffico era già intenso fin dalle prime ore del pomeriggio, con una pressione fisiologicamente elevata su tutta la tratta, ma è dopo l’uscita di Ceva che la situazione è precipitata in modo definitivo e inesorabile. Da quel punto in poi, parlare di “rallentamenti” sarebbe un eufemismo generoso.

Il risultato finale è stato impietoso: tre ore per percorrere l’intera tratta da Torino a Savona. Tre ore che pesano come macigni su chi magari aveva pianificato una cena al mare, su chi viaggiava con bambini piccoli, su chi semplicemente si fidava di quegli annunci istituzionali fatti con tanta sicurezza settimane prima. Un esodo trasformatosi in odissea, e il primo vero stress test del sistema autostradale ligure-piemontese ha restituito un verdetto tutt’altro che incoraggiante.

Se c’è un tratto che ha incarnato meglio di ogni altro il disastro della serata, quello è sicuramente il segmento finale tra Altare e Savona: quattordici chilometri percorsi in circa un’ora. Numeri che farebbero sorridere se non facessero piangere, considerando che in condizioni normali si tratta di pochi minuti di guida. La separazione di carreggiata in quel tratto ha trasformato il già congestionato flusso di veicoli in una coda praticamente immobile, con picchi che hanno toccato i quattro chilometri di lunghezza.