La provincia di Torino si trova a un passo dalla storia. Nelle ultime ore, il capoluogo piemontese ha registrato temperature da record per il mese di maggio, eguagliando valori che resistevano da oltre vent’anni. E il peggio — o meglio, il caldo più intenso — deve ancora arrivare. Quello che si sta vivendo in questi giorni non è una semplice ondata di caldo primaverile, ma un evento meteorologico straordinario che potrebbe riscrivere i libri dei record cittadini, con dati che affondano le radici fino al lontano 1753.
Nel pomeriggio di lunedì 25 maggio 2026, l’osservatorio meteorologico del dipartimento di fisica dell’Università degli Studi di Torino ha rilevato una temperatura massima di +33.4 gradi, un dato comunicato dal professor Claudio Cassardo e diffuso dal meteorologo Andrea Vuolo. Questo valore eguaglia esattamente quello registrato il 29 maggio 2001, che fino a ieri rappresentava il record assoluto di temperatura massima per il mese di maggio sul territorio del capoluogo piemontese. Un primato che resisteva da ben 25 anni e che ora si trova improvvisamente in bilico, pronto a essere abbattuto nelle prossime ore.
A confermare la straordinarietà del momento ci pensano anche i dati della stazione meteorologica Arpa Piemonte di Torino Giardini Reali, dove il termometro ha toccato addirittura i +33.7 gradi nella giornata di ieri. Un valore leggermente superiore rispetto a quello rilevato dall’osservatorio universitario, a testimonianza di come il calore si stia distribuendo in modo omogeneo e persistente su tutta la città. Non si tratta dunque di una lettura isolata o anomala, ma di un segnale chiaro e coerente proveniente da più punti di misura.
La notte tra domenica e lunedì ha già regalato un primato, questa volta fuori dalla città: a Pino Torinese, a 619 metri sul livello del mare, è stata registrata la temperatura minima più elevata per il mese di maggio dall’inizio delle rilevazioni in loco, risalenti al 1988. Il termometro ha segnato +22.1 gradi, superando il precedente record di +21.2 gradi, anch’esso appartenente al 29 maggio 2001. Persino le notti, insomma, stanno diventando protagoniste di questa ondata di calore senza precedenti.
Come ampiamente previsto dai meteorologi già nei giorni scorsi, nelle giornate di martedì 26 e mercoledì 27 maggio 2026 i valori di temperatura sono destinati a salire ulteriormente, con un incremento stimato di circa due gradi rispetto a quanto già registrato lunedì. In città sono attesi picchi compresi tra i +35 e i +36 gradi, in corrispondenza del culmine di questa intensa avvezione di aria calda subtropicale, ulteriormente amplificata da locali condizioni di föhn. Se questi valori dovessero essere raggiunti, Torino si troverebbe di fronte a un momento storico senza precedenti nella sua lunga tradizione meteorologica.
Il record assoluto di temperatura massima per il mese di maggio sul capoluogo piemontese risale al 21 maggio 1953, con +35.8 gradi, ma la sua validità è oggetto di riflessione da parte degli esperti. Quel dato, infatti, fu rilevato presso la vecchia installazione del dipartimento di fisica in via Valperga Caluso — stazione ufficiale dal gennaio 1929 al dicembre 1953 — dove la centralina era fissata direttamente a un muro, una condizione che potrebbe aver influenzato la misurazione. Per questo motivo, il dato è stato omogeneizzato statisticamente a +34.4 gradi, che rappresenta il riferimento ufficiale con cui confrontare le rilevazioni attuali. Un valore che, secondo gli esperti, potrebbe già essere superato oggi.
A spiegare la situazione con chiarezza è lo stesso Andrea Vuolo: “L’attuale stazione del dipartimento di fisica è attiva dal 1992. Il record del 1953 è stato registrato in una collocazione diversa e forse fu influenzato da altri fattori. Oggi è molto probabile che il dato omologato di 34.4 gradi sia superato, e probabilmente domani si potrebbe superare anche il valore dei 35.8 gradi.” Parole che lasciano poco spazio all’immaginazione: Torino è a un passo dal riscrivere la propria storia climatica, in una serie di rilevazioni che parte dal lontano 1753 e che non ha mai conosciuto un maggio così rovente.




