Home Cosa fare in Città Castelnuovo Don Bosco: storia, santi e vini tra le colline del Monferrato

Castelnuovo Don Bosco: storia, santi e vini tra le colline del Monferrato

Il borgo nasce intorno a un castello medievale, e il suo antico nome — Castelnuovo d’Asti — sottolineava sia la presenza di quella fortezza sia la vicinanza alla città di Asti. Il nome fu poi cambiato in Castelnuovo Don Bosco per onorare i natali del santo, nel 1815.

Oggi è conosciuto nel mondo come la “Terra di Vini e di Santi”: qui, tra i filari di Malvasia e Freisa, nacquero San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cafasso, il beato Giuseppe Allamano e il cardinale Giovanni Cagliero; e in frazione Mondonio morì San Domenico Savio.

📜 Le radici storiche

Grazie al ritrovamento di numerosi reperti archeologici è stato possibile stabilire che i primi insediamenti nel territorio risalissero all’età romana. Il borgo vero e proprio, però, fu costituito durante il Medioevo. Originariamente appartenuto per metà a signori di Riva e per l’altra metà ai conti di Biandrate, passò nel corso dei secoli attraverso numerose casate tra cui i signori di Rivalba, i marchesi di Monferrato, fino a legarsi ai Savoia nel 1546.

Nel 1703 il paese fu messo a sacco da truppe in sosta verso Albugnano, episodio collegato alle campagne militari di Vittorio Amedeo II che, unendo le sue forze con quelle del cugino Eugenio di Savoia, riuscì poi a liberare Torino il 7 settembre 1706. Da allora il paese rimase stabilmente nel cuore del Regno Sabaudo, facendosi propulsore dell’unificazione italiana.

✝️ Don Bosco: il figlio più illustre

Giovanni Bosco nasce il 16 agosto 1815 ai Becchi, una piccola frazione dell’attuale Castelnuovo Don Bosco. Di famiglia contadina, perde il padre in giovanissima età. A nove anni sogna per la prima volta Gesù e la Vergine Maria, che gli indicano la sua futura missione tra i giovani poveri.

La sua opera di accoglienza e formazione dei ragazzi “poveri soli e abbandonati” trova sede nel complesso di Valdocco a Torino, dove nasce l’oratorio di San Francesco di Sales, istituzione cardine del metodo educativo salesiano basato su un approccio preventivo, mirato alla formazione di “buoni cristiani e onesti e laboriosi cittadini”. Don Bosco morirà il 31 gennaio 1888, verrà beatificato nel 1929 e canonizzato il 1° aprile 1934.

🗺️ Cosa visitare in un giorno

1. 🏛️ Colle Don Bosco e la Basilica

La meta forse più celebre è la Basilica dedicata a San Giovanni Bosco, situata a pochi chilometri dal paese sul Colle Don Bosco. L’imponente struttura, alta 26 metri, è meta di pellegrinaggio per fedeli di tutto il mondo. La prima pietra fu benedetta l’11 giugno 1961 e la Basilica venne consacrata nel 1984. Intorno alla basilica si trovano anche la piccola chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, il Museo etnografico e delle Missioni salesiane e il Museo della vita contadina dell’Ottocento.

2. 🏰 Torre dei Rivalba e Madonna del Castello

Visitando il Santuario della Madonna del Castello si ha l’impressione di raggiungere il punto d’origine della storia del paese. La chiesa fu ricostruita in epoca settecentesca sulle rovine dell’antico castello medievale dei Signori di Rivalba (1359), ed è celebre per la sua decorazione interna a “trompe-l’œil”. Nel 1631 la comunità fece un voto affinché la Madonna debellasse l’epidemia di peste, e da allora quel voto viene mantenuto con grande fede.

3. ⛪ Chiese romaniche tra i vigneti

Il territorio è impreziosito da splendide chiese romaniche: la Chiesa di Santa Maria di Cornareto (XII secolo), che si erge su una collina tra i vigneti, la Chiesa di Sant’Eusebio (XI secolo) — probabilmente la prima parrocchiale di Castelnuovo — e la Chiesa di Santa Maria di Raseto, anch’essa antichissima, abbandonata quando la popolazione si trasferì a Mondonio.

4. 🏡 Borgata Mondonio

Nel grazioso borgo di Mondonio, posto al centro del sito naturalistico dei Boschi di Muscandia, si trovano la Casa di San Domenico Savio — allievo di Don Bosco morto a soli 14 anni — il Castello dei Turco di cui resta una torre, e la chiesa parrocchiale di Santa Maria.

5. 🍷 Vini e sapori locali

Non si lascia Castelnuovo senza assaggiare. I piatti tipici sono l’antica finanziera, il fritto misto piemontese e la torta di mele, da accompagnare con la Freisa d’Asti e la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco. Sul territorio è fiorente anche la produzione di mieli, grappe e aceti, e in novembre si tiene la Fiera Regionale del Tartufo.

Castelnuovo Don Bosco dista circa 30 km da Torino e meno di 20 km da Chieri: è una gita perfetta per una mattinata + pranzo in loco, con il pomeriggio dedicato alle chiese romaniche e ai sentieri tra le vigne. In primavera e autunno il paesaggio collinare è particolarmente suggestivo.