La linea Sfm1 Rivarolo-Torino-Chieri è tornata al centro della cronaca dopo una mattinata di forti disagi per i pendolari, con diversi treni cancellati senza alcun preavviso adeguato. A sollevare il caso sono stati i consiglieri regionali del Partito Democratico Nadia Conticelli e Alberto Avetta, che hanno puntato il dito contro una gestione del servizio giudicata inadeguata sia sul piano comunicativo sia su quello organizzativo. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla qualità del trasporto ferroviario metropolitano piemontese e sul rispetto dei contratti di servizio da parte della Regione.
La mattinata di ieri si è trasformata in un incubo per i pendolari della linea Sfm1, la tratta ferroviaria che collega Rivarolo a Chieri passando per il capoluogo piemontese. Diversi treni sono stati soppressi senza che gli utenti ricevessero una comunicazione tempestiva e adeguata, lasciando centinaia di persone a banchina senza sapere come e quando avrebbero potuto raggiungere la propria destinazione. L’unico avviso disponibile è arrivato pochi minuti prima della partenza prevista, rendendo di fatto impossibile per i viaggiatori organizzarsi in modo alternativo.
A rendere la situazione ancora più critica è stata la gestione dei servizi sostitutivi, che secondo quanto denunciato dai consiglieri dem non sarebbe stata attivata con la dovuta prontezza. I bus sostitutivi di Gtt sarebbero stati richiesti soltanto in tarda mattinata, con un ritardo che ha costretto molti utenti ad arrangiarsi autonomamente, tra taxi, passaggi da amici e colleghi, o semplicemente rinunciando agli spostamenti previsti. Un disservizio che, in una giornata lavorativa normale, ha avuto ripercussioni concrete sulla vita di migliaia di persone.
Al centro della contestazione c’è anche il ruolo della Regione Piemonte in quanto firmataria del contratto di servizio con il gestore ferroviario. Conticelli e Avetta sono stati espliciti sul punto: la Regione non può limitarsi a firmare accordi e poi voltarsi dall’altra parte quando questi non vengono rispettati. Pretendere il rispetto degli impegni contrattuali è un dovere istituzionale, non un’opzione, e i cittadini che ogni giorno si affidano al trasporto pubblico meritano un servizio all’altezza delle aspettative e degli standard previsti.
Le linee del Servizio Ferroviario Metropolitano, ricordano i due esponenti dem, non sono un servizio accessorio ma un’infrastruttura fondamentale per l’intera area metropolitana torinese. Pendolari, studenti, turisti e lavoratori dipendono da essa ogni giorno, e il continuo susseguirsi di disagi finisce per penalizzare soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, quelle che non hanno alternative credibili al trasporto pubblico. L’interrogazione a Gabusi rappresenta quindi non solo un atto di controllo politico, ma anche un segnale preciso: il Pd non intende abbassare la guardia su un tema così strategico per la mobilità e la qualità della vita in Piemonte.




