Una tragedia improvvisa ha spezzato la vita di Franca Tamagnone, 69 anni, donna conosciuta e benvoluta da tutta la comunità, travolta ieri pomeriggio da una macchina spazzatrice mentre percorreva via Vittorio Veneto. Il paese piange una figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento, soprattutto per le famiglie che hanno affidato i propri bambini alle sue cure all’asilo nido Navone.
È il primo pomeriggio di giovedì quando Franca Tamagnone sta tornando a casa dopo essere stata dalla parrucchiera, una delle poche attività che riusciva ancora a svolgere autonomamente nonostante la sclerosi multipla che da anni la affliggeva. All’altezza di via Fogliato, sopraggiunge una macchina spazzatrice di una ditta esterna incaricata delle pulizie al termine del mercato settimanale. L’impatto è terribile: la donna, sulla sua carrozzina, viene travolta dal mezzo in un attimo che cambia per sempre il destino di una famiglia e di un’intera comunità.
«Una terribile disgrazia: l’autista della spazzatrice non ha colpe, non l’ha vista», racconta con dolore ma anche con grande dignità il marito Piero Bosco, soccorritore della Croce Rossa di Villanova. «Come famiglia lo abbiamo perdonato, anche lui sta passando un brutto momento». Proprio Bosco è tra i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente, richiamato dalle urla: trova la moglie cosciente, seppur dolorante, e cerca di rassicurarla in quei momenti concitati, mentre si attivano i soccorsi.
Le condizioni di Franca appaiono però fin da subito gravissime. Viene allertato l’elisoccorso, che la trasporta d’urgenza all’ospedale Cardinal Massaia di Asti. Nonostante gli sforzi dei sanitari, la donna non ce la fa e muore in serata. Anche il conducente della spazzatrice, sconvolto per l’accaduto, accusa un malore e viene portato in ospedale per accertamenti. Un duplice dramma che si consuma nel giro di poche ore, lasciando sgomenta tutta Villanova.
Franca Tamagnone non era semplicemente una concittadina: per generazioni di famiglie villanovesi rappresentava la responsabile dell’asilo nido Navone, il luogo dove tantissimi bambini del paese hanno mosso i primi passi lontano da casa. Il suo nome resta legato indissolubilmente a quella struttura, dove con pazienza e dedizione ha cresciuto intere generazioni, lasciando un segno profondo nella vita di chi l’ha conosciuta da piccolo e, poi, da adulto continuava a salutarla per strada con affetto e gratitudine.
Il sindaco Roberto Peretti la ricorda con parole cariche di commozione: «Era una donna determinata, che nonostante la malattia continuava ad essere sempre presente e a interessarsi del paese. Come cittadina riteneva che essere presente fosse una forma di rispetto: veniva sempre a mangiare alla pro loco durante gli eventi. Un esempio di attaccamento alla comunità da seguire». Parole che fotografano perfettamente lo spirito di una donna che, nonostante le difficoltà imposte dalla malattia, non ha mai smesso di partecipare alla vita collettiva del paese.








