La crisi del settore automotive continua a lasciare il segno sul territorio torinese. Dopo mesi di tensioni legate alle difficoltà di Stellantis, è ora Petronas a finire al centro dell’attenzione con l’annuncio di una procedura che prevede circa 70 esuberi tra gli stabilimenti di Villastellone e Santena. Una notizia che scuote un’area già provata, coinvolgendo decine di famiglie e riaccendendo il dibattito sul futuro industriale del Piemonte.
La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno per molti lavoratori, anche se in realtà le avvisaglie c’erano già state nei mesi precedenti. Petronas ha avviato una procedura che potrebbe portare all’uscita di circa 70 dipendenti dagli stabilimenti di Villastellone e Santena, realtà produttive che insieme contano circa 430 lavoratori. Una perdita significativa, che pesa non solo in termini numerici ma anche sul senso di sicurezza di un’intera comunità locale.
A commentare la situazione con parole di preoccupazione è stato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, che non ha usato mezzi termini nel definire la notizia: «Una decisione che desta forte rammarico e grande preoccupazione per il nostro territorio e per decine di famiglie coinvolte». Nicco ha voluto sottolineare come questa non sia una crisi nata dal nulla, ma la conseguenza diretta di una precisa scelta industriale maturata altrove, lontano da quei capannoni e da quelle persone che ogni giorno ci lavorano.
Secondo quanto emerso, le uscite dovrebbero avvenire su base volontaria, attraverso incentivi e percorsi di accompagnamento alla pensione. Una modalità che, se rispettata integralmente, potrebbe attenuare l’impatto sociale della situazione. Nicco ha voluto ribadire la necessità che questo approccio venga mantenuto senza forzature: «Confidiamo che ciò venga rispettato integralmente, senza generare tensioni o situazioni di disagio sociale». Un auspicio condivisibile, ma che dovrà trovare conferma nei fatti nelle prossime settimane.
Al centro della vicenda c’è una decisione che Stellantis aveva già anticipato: il mancato rinnovo della storica commessa per la fornitura degli oli lubrificanti a marchio Selenia, affidata per oltre un secolo proprio a Petronas. Quella commessa è stata ora assegnata al produttore francese Total e agli americani di Shell, lasciando uno vuoto produttivo difficile da colmare nel breve periodo. Un cambiamento che, nelle parole di Nicco, «ha interrotto un rapporto produttivo lungo oltre un secolo e che oggi presenta ricadute concrete sul piano occupazionale».
La preoccupazione è condivisa anche dai sindaci dei due comuni direttamente coinvolti. Francesco Principi, primo cittadino di Villastellone, e Roberto Ghio, sindaco di Santena, hanno parlato con una voce sola: «Esprimiamo forte preoccupazione per una decisione che colpisce il tessuto produttivo locale». Pur riconoscendo che si stia lavorando su uscite volontarie, coinvolgendo in larga parte lavoratori prossimi alla fine del loro percorso professionale, entrambi i sindaci hanno ribadito il proprio impegno al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie, chiedendo che ogni passaggio venga gestito con responsabilità e trasparenza.
Sul fronte sindacale, Vito Benevento, segretario organizzativo della Uilm di Torino, ha espresso una posizione chiara e costruttiva: pur prendendo atto del movimento dell’azienda verso nuovi mercati e clienti, ha chiesto garanzie concrete. «Le operazioni che Petronas si appresta a effettuare devono garantire il prosieguo e il futuro degli stabilimenti e i futuri livelli occupazionali», ha dichiarato Benevento, aggiungendo la richiesta di conferma dei piani di investimento a breve termine e di una verifica dei risparmi preventivati per recuperare i volumi persi. Perché salvaguardare il lavoro, come hanno concluso i sindaci Ghio e Principi, «resta una priorità assoluta».



