Don Giovanni Gerbino era nato a Poirino il 18 ottobre 1931, in quella stessa terra che lo avrebbe accolto anche nell’ultimo capitolo della sua lunga esistenza. Cresciuto in un’epoca in cui la fede era il tessuto connettivo della vita quotidiana, aveva sentito presto la chiamata al sacerdozio, una vocazione che avrebbe plasmato ogni singolo giorno della sua vita. Il suo percorso umano e spirituale si è concluso nella mattina del 3 giugno 2026 presso l’Istituto Geriatrico Poirinese, dove trascorreva gli ultimi anni della sua vita.
Novantaquattro anni vissuti con intensità, dedizione e quella silenziosa coerenza che contraddistingue le persone davvero grandi. Don Giovanni non era il tipo da cercare i riflettori, eppure la sua presenza era sempre percepita come qualcosa di solido e rassicurante, un punto di riferimento per chi attraversava momenti di difficoltà o cercava semplicemente una parola di conforto. Chi lo ha conosciuto racconta di un sacerdote autentico, capace di ascoltare senza giudicare e di guidare senza imporre.
La notizia della sua scomparsa ha gettato nello sconforto l’intera comunità poirinese, dove il suo nome era sinonimo di dedizione e umiltà evangelica. I funerali si terranno venerdì 5 giugno 2026 alle ore 15 presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore in piazza Umberto I a Poirino, il luogo che in qualche modo rappresenta le radici spirituali di don Giovanni. A presiedere la celebrazione sarà il cardinale arcivescovo, a testimonianza dell’importanza che la diocesi attribuisce a questa perdita. Al termine della funzione, la salma sarà accompagnata al cimitero di Poirino.
Ordinato sacerdote il 29 giugno 1955, don Giovanni Gerbino ha percorso un cammino ministeriale lungo e articolato, che lo ha portato a toccare comunità diverse lasciando ovunque un segno tangibile. Subito dopo l’ordinazione prestò servizio come assistente presso il Seminario Maggiore di Torino, per poi diventare vicario parrocchiale a Santa Maria Maggiore in Poirino dal 1957 al 1962. Seguirono sei anni intensi come vicario a Gesù Buon Pastore in Torino, dove si confrontò con le dinamiche di una grande parrocchia urbana, ben diversa dalla realtà del paese natale.
Nel 1968 arrivò la nomina a parroco di Santa Maria Assunta nella Pieve di Scalenghe, primo grande banco di prova per il suo governo pastorale. Poi, dal 1976, il trasferimento ad Airasca, alla parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, dove rimase per ben tredici anni e dove in parallelo ricoprì anche il ruolo di vicario zonale di Vigone dal 1980 al 1989. Furono anni di crescita, di radicamento nella comunità, di costruzione di legami che in molti casi sono durati per tutta la vita. Dal 1989 al 2012 guidò infine la parrocchia di Gesù Buon Pastore a Torino, svolgendo anche l’incarico di vicario zonale di Pozzo Strada-San Paolo tra il 1993 e il 2000.
A questi impegni pastorali si affiancarono ruoli di responsabilità a livello diocesano: fu presidente del Collegio dei Revisori dei Conti presso l’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero dal 1996 al 2001 e membro del Consiglio Pastorale diocesano tra il 1993 e il 2000. Un sacerdote completo, capace di muoversi con competenza tanto tra le anime quanto tra le carte, senza mai perdere di vista ciò che contava davvero: le persone. Don Giovanni lascia i nipoti Caterina, Filippo, Maddalena e Filippo, ai quali va il pensiero affettuoso dell’intera comunità in questo momento di dolore.




