Un giovane francese di 21 anni si è ritrovato solo e in stato confusionale a Chieri, a centinaia di chilometri da casa sua, per poi essere soccorso e riportato sano e salvo in Francia grazie all’intervento degli agenti della polizia locale di Chieri.
Tutto è cominciato nella mattinata di lunedì 25 maggio 2026, quando un cittadino ha segnalato la presenza di un giovane in stato confusionale in via Conte Rossi di Montelera, nei pressi del civico 60. Gli agenti della polizia locale di Chieri sono intervenuti prontamente, trovando un ragazzo di 21 anni che appariva chiaramente disorientato e incapace di orientarsi autonomamente. Fin dai primi momenti era evidente che il giovane avesse bisogno non solo di assistenza pratica, ma anche di un approccio umano e delicato.
Grazie agli accertamenti successivi, è emerso un quadro che ha lasciato gli stessi operatori con non poche domande. Il ragazzo proveniva da Vivy, una piccola località del dipartimento della Loira, nel cuore della Francia, e si era allontanato dalla sua abitazione ben tre giorni prima del ritrovamento. Aveva raggiunto Chieri servendosi dei mezzi pubblici, percorrendo una distanza considerevole senza un motivo apparente o una meta precisa. Non era, peraltro, la prima volta che il giovane aveva comportamenti simili, il che lasciava intuire una situazione personale già nota alla famiglia e probabilmente alle autorità del suo paese d’origine.
Dopo i primi soccorsi sul posto, gli agenti hanno richiesto l’intervento del 118 Azienda Zero, il cui personale sanitario ha preso in carico il giovane con la stessa professionalità dimostrata dalla polizia locale. Il ragazzo è stato quindi accompagnato all’ospedale Santa Croce di Moncalieri per una serie di accertamenti clinici volti a verificare le sue condizioni di salute dopo giorni trascorsi lontano da casa, probabilmente senza dormire in modo adeguato né alimentarsi regolarmente. I risultati, per fortuna, hanno rassicurato tutti: nonostante l’avventura e il disagio vissuti, il giovane stava bene fisicamente.
Una volta accertato che il ragazzo era fuori pericolo, è scattata la fase forse più delicata dell’intera vicenda: contattare la famiglia. Gli agenti sono riusciti a mettersi in comunicazione con la madre del giovane, con la quale hanno intrattenuto una conversazione in lingua francese, fornendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione del figlio e sul luogo in cui si trovava. La donna, comprensibilmente sollevata nell’apprendere che il figlio era al sicuro, ha immediatamente cominciato a organizzare il rientro. Non è difficile immaginare l’angoscia vissuta in quei tre giorni di silenzio e assenza.
Il ritorno a casa è avvenuto nella notte tra martedì 26 e mercoledì 27 maggio, a bordo di un treno che ha riportato il ragazzo verso la sua Vivy e verso la sua famiglia.




