Home Dintorni Recuperati alle Maldive i corpi di Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal

Recuperati alle Maldive i corpi di Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal

Mercoledì 20 maggio è stato il giorno in cui si è chiusa — almeno sul piano del recupero fisico — una delle tragedie subacquee più dolorose che abbiano coinvolto cittadini italiani all’estero negli ultimi anni. Durante una nuova missione nelle acque delle Maldive, sono stati ritrovati gli ultimi due corpi ancora mancanti all’appello: quelli di Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice, e di Giorgia Sommacal, una ragazza di soli 22 anni, figlia della professoressa Monica Monfalcone. Entrambi i corpi sono stati portati a bordo dell’imbarcazione di appoggio, come confermato da fonti della Farnesina, che ha seguito da vicino l’intera vicenda in stretto coordinamento con le autorità maldiviane.

Il giorno precedente, martedì, era toccato ad altri due dei cinque subacquei: Federico Gualtieri e Monica Montefalcone, madre della giovane Giorgia, erano stati recuperati nel corso delle operazioni condotte da un team di sub finlandesi appositamente chiamati a supportare le ricerche. Il primo corpo a essere ritrovato, già nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, era stato quello di Gianluca Benedetti. Con il recupero di mercoledì, si chiude dunque il cerchio di una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso familiari, amici e istituzioni per diversi giorni.

Nelle stesse ore, i tre sub finlandesi impegnati nelle operazioni di recupero hanno consegnato alla polizia maldiviana le telecamere GoPro e numerose attrezzature subacquee recuperate all’interno del sistema di grotte dove sono stati trovati i corpi degli italiani. Secondo quanto riportato dall’account Maldives Security Desk su X, il materiale è ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica di quanto accaduto. Quei dispositivi potrebbero rivelarsi fondamentali: il percorso seguito dai sub, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità, eventuali difficoltà tecniche — tutto potrebbe essere registrato e potrebbe aiutare a fare luce sugli ultimi, drammatici momenti di vita di queste cinque persone.

Mentre le indagini procedono, si fa sempre più strada una nuova ipotesi tecnica che potrebbe spiegare come sia stato possibile che subacquei di grande esperienza siano rimasti intrappolati in quelle grotte. A formularla, in una conversazione con l’agenzia Adnkronos, è stato Alfonso Bolognini, presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica. Secondo Bolognini, i cinque italiani non stavano improvvisando nulla: erano professionisti preparati, perfettamente consapevoli dei rischi legati all’immersione in cavità, e con ogni probabilità si erano avvicinati alle grotte soltanto per un sopralluogo visivo, in vista di una futura esplorazione pianificata con la dovuta attrezzatura e preparazione.

Il punto cruciale, secondo questa ricostruzione, sarebbe stato ciò che è accaduto in prossimità dell’ingresso delle grotte, a circa 50 metri di profondità. La conformazione particolare del sito — caratterizzata dalla presenza di un’entrata e un’uscita ravvicinate — avrebbe generato quello che in fisica è noto come effetto Venturi: una corrente fortissima e improvvisa, capace di risucchiare verso l’interno chiunque si trovasse in quel punto nel momento sbagliato. Un fenomeno che, a quella profondità e in quelle condizioni, non lascia praticamente margine di reazione, nemmeno a sub allenati e tecnicamente preparati come lo erano questi cinque.

Si tratta, ovviamente, ancora di un’ipotesi investigativa, non di una conclusione ufficiale. Tuttavia, la teoria dell’effetto Venturi sembra rispondere a una delle domande che più tormentava chi conosceva le vittime: come era possibile che persone così competenti fossero finite in una situazione del genere? La risposta, forse, non sta in un errore umano, ma in una forza della natura imprevedibile, in un momento e in un luogo in cui anche la migliore preparazione non sarebbe bastata a salvarli. Le immagini delle GoPro recuperate potrebbero confermare o smentire questa ricostruzione, e gli investigatori maldiviani stanno lavorando proprio in questa direzione.