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Santena: banda del bancomat smantellata

Un’operazione coordinata dei Carabinieri ha portato allo smantellamento di una pericolosa banda specializzata negli assalti ai bancomat, attiva su un vasto territorio che abbracciava il Piemonte e la Puglia. Sette arresti e quattro obblighi di dimora: questi i numeri di un’operazione che segna un duro colpo per il crimine organizzato nella regione.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Vercelli hanno portato a termine una brillante operazione che ha consentito di smantellare una banda criminale dedita agli assalti agli sportelli automatici. L’indagine, condotta con meticolosità e professionalità, ha permesso di ricostruire nel dettaglio le attività illecite del gruppo, che aveva scelto il territorio piemontese come principale teatro delle proprie azioni criminali.

Il bilancio dell’operazione è significativo: sette persone sono state arrestate e altre quattro sono state sottoposte all’obbligo di dimora. Gli indagati sono accusati di far parte di un’organizzazione criminale strutturata, capace di muoversi con disinvoltura su più regioni italiane, spostandosi tra il Piemonte e la Puglia per mettere a segno i propri colpi e poi dileguarsi nel nulla.

La tecnica utilizzata dalla banda era quella della cosiddetta marmotta, un metodo particolarmente insidioso che prevede l’utilizzo di esplosivo o gas infiammabile per far saltare gli sportelli ATM e impossessarsi del denaro contenuto al loro interno. Una tecnica purtroppo diffusa tra le organizzazioni criminali specializzate in questo tipo di reati, che causa ingenti danni non solo economici ma anche strutturali agli edifici colpiti.

Il colpo che ha contribuito in modo determinante a far scattare le manette ai polsi dei sette arrestati è stato quello compiuto nel settembre del 2024 ai danni della filiale di Santena della Cassa di Risparmio di Savigliano. L’assalto allo sportello automatico aveva destato grande allarme nella comunità locale, spingendo le forze dell’ordine a intensificare le indagini per risalire ai responsabili dell’azione criminale.

Le indagini dei Carabinieri di Vercelli si sono rivelate lunghe e complesse, richiedendo mesi di lavoro certosino per raccogliere prove sufficienti a inchiodare i membri della banda. Gli investigatori hanno dovuto tracciare i movimenti del gruppo su un’area geografica molto estesa, che comprendeva il territorio vercellese, quello torinese e le zone pugliesi da cui presumibilmente provenivano alcuni degli affiliati all’organizzazione criminale.