La 93esima edizione della Sagra dell’Asparago ha chiuso i battenti con numeri da capogiro, superando persino i record dell’anno precedente. Dieci giorni di festa, sapori, musica e convivialità hanno trasformato il piccolo comune in provincia di Torino in una meta irrinunciabile per gli amanti della buona cucina e delle tradizioni locali.
A fare da cuore pulsante della manifestazione è stato, come sempre, il PalAsparago, dove ben 11mila persone si sono sedute a tavola per gustare i piatti a base del celebre ortaggio. A questi si aggiunge un migliaio di visitatori che ha scelto la formula street food, grande novità di questa edizione, acquistando gli asparagi direttamente allo stand dedicato della Pro Loco e consumandoli passeggiando. In totale, quindi, sono state circa 12mila le persone che hanno mangiato asparagi in una forma o nell’altra, un numero che racconta da solo il livello di partecipazione raggiunto.
A guidare l’organizzazione è stata la Pro Loco di Santena, in stretta collaborazione con il Comune. Domenico Tosco, presidente della Pro Santena, ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo a manifestazione conclusa, pur ammettendo che i dieci giorni non sono stati privi di imprevisti. «I primi giorni ha fatto freddo, quindi si faticava a trovare gli asparagi. Poi la temperatura è salita ed è andata meglio, anche se negli ultimi due giorni faceva fin troppo caldo. Comunque siamo riusciti a fronteggiare le necessità e siamo davvero soddisfatti per il risultato finale», ha dichiarato con evidente soddisfazione.
I numeri parlano chiaro: 38 quintali di asparagi cucinati in dieci giorni, con picchi di presenze registrati soprattutto nel primo fine settimana. Sabato 16 e domenica 17 sono stati i giorni clou, con 1.400-1.500 coperti a servizio sia per la cena che per il pranzo. Le temperature elevate degli ultimi giorni — oltre 30 gradi — hanno frenato leggermente gli afflussi nel secondo weekend, ma nel complesso i giorni feriali hanno compensato brillantemente, registrando presenze superiori rispetto agli anni precedenti. Un segnale importante, che dimostra come la sagra stia conquistando un pubblico sempre più fidelizzato e disposto a visitare Santena anche fuori dai weekend.
In cucina, il protagonista assoluto è stato il risotto agli asparagi, con ben tre quintali preparati durante l’intera manifestazione. A seguire, hanno riscosso grande successo le scaloppine di lonza con salsa al marsala, accompagnate da asparagi spadellati e patate duchessa, per un totale di oltre 3,5 quintali serviti. Ma la vera sorpresa di questa edizione sono stati gli asparagi fritti: impanati crudi e poi cotti, si presentavano morbidi e succulenti all’interno, lasciando i commensali letteralmente stupiti. La richiesta è stata talmente elevata che durante un servizio lo staff di cucina ha dovuto sospenderne temporaneamente la preparazione, incapace di tenere il passo con le ordinazioni.
Lo chef Lucian Tancau, affiancato in cucina da Gianni Lauto, Pierpaolo Verzilli e Mattia Spataro, ha saputo guidare una brigata di oltre 200 volontari con grande competenza e passione. Tra i dolci, il bunet ha dominato le preferenze, seguito dalla sbrisolona. Anche la focaccia ha conquistato il pubblico, sia al PalAsparago che soprattutto allo stand street food, dove la sua bontà e golosità l’hanno resa uno dei prodotti più richiesti. «L’obiettivo era quello di eguagliare l’edizione da record dell’anno scorso — ha detto Tosco — invece è andata ancora meglio. Un successo frutto del lavoro degli oltre 200 volontari e del Comune: un “grazie” sentito a tutti loro per la collaborazione e la sintonia dimostrata».
La 93esima Sagra dell’Asparago di Santena lascia in eredità non solo numeri record, ma anche la conferma di un modello organizzativo solido e di una comunità capace di fare squadra in modo esemplare. Il sindaco Roberto Ghio ha sottolineato come questo risultato non rappresenti un punto d’arrivo, ma uno stimolo a crescere ancora: «Questo ci sprona a continuare nel solco della qualità che stiamo portando avanti già da qualche anno, così da alzare ancora il livello delle proposte per il programma del 2027».




