A Santena, la solidarietà non è una parola vuota. È fatta di tragitti quotidiani, di volontari che si alzano presto la mattina, di anziani accompagnati a una visita medica o a un centro di aggregazione. Con il rinnovo della convenzione del progetto “Solidarietà in Movimento”, la città piemontese conferma il proprio impegno verso le fasce più fragili della comunità, dimostrando che il welfare locale può davvero fare la differenza nella vita delle persone.
Santena rinnova “Solidarietà in Movimento”
Il progetto “Solidarietà in Movimento” è ufficialmente entrato in una nuova fase. Nella giornata di ieri è stata inaugurata la nuova convenzione che lega il Comune di Santena alla cooperativa Astra, sancendo il proseguimento di un servizio che da quattro anni accompagna — nel senso più letterale del termine — tanti cittadini nelle loro necessità quotidiane. Un accordo che non è solo burocratico, ma rappresenta una scelta politica e sociale ben precisa: continuare a investire su chi ha più bisogno.
In questi anni, il progetto ha saputo costruirsi una reputazione solida, fatta di numeri concreti e di storie umane che difficilmente finiscono sui giornali. Oltre 21.000 chilometri percorsi, circa 130 trasporti effettuati ogni anno, una rete di quasi 50 utenti seguiti con regolarità. Dietro a queste cifre ci sono persone reali: anziani che altrimenti non saprebbero come raggiungere un ambulatorio, individui con disabilità che grazie al servizio riescono a partecipare ad attività di formazione e inclusione sociale. Sei volontari si occupano di tutto questo, ogni giorno, con dedizione.
Ciò che colpisce di questa iniziativa è proprio la sua capacità di andare oltre il semplice trasporto. Le destinazioni non sono solo ospedali e cliniche — pur essendo queste certamente le più frequentate — ma anche luoghi di socialità, spazi dove le persone possono incontrarsi, imparare, sentirsi parte di una comunità. In un’epoca in cui l’isolamento degli anziani è un problema sempre più diffuso, poter contare su un passaggio garantito e affidabile significa spesso poter contare su un legame con il mondo esterno.
Una nuova auto per anziani e disabili in città
La novità più visibile di questo rinnovo è sicuramente la nuova vettura che va ad arricchire la dotazione del progetto. Il veicolo è stato reso possibile grazie alla generosità di numerose aziende del territorio, che hanno scelto di sostenere concretamente un’iniziativa radicata nella comunità locale. Non si tratta di un gesto simbolico: un mezzo in più significa più corse, più persone assistite, meno rinunce forzate. È un investimento diretto nel benessere di chi vive a Santena.
A sottolineare il valore di questo passo è stato il vicesindaco Paolo Romano, che non ha usato mezzi termini nel descrivere l’importanza del progetto: «L’inaugurazione della nuova auto rappresenta un passo importante per un servizio che in questi anni ha dimostrato tutta la sua utilità per la comunità. “Solidarietà in Movimento” non è solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento che garantisce autonomia e accesso ai servizi a chi altrimenti avrebbe difficoltà negli spostamenti». Parole che riassumono bene la filosofia alla base dell’intera iniziativa.
La nuova auto non è quindi solo un acquisto, ma un segnale. Dice che il progetto è vivo, che cresce, che la comunità ci crede abbastanza da continuare a investirci. Dice anche che il rapporto tra pubblico, privato e terzo settore può funzionare quando c’è un obiettivo condiviso e la volontà di perseguirlo insieme. In questo senso, Santena offre un esempio interessante di come si possa fare rete in modo efficace, mettendo al centro non le logiche istituzionali, ma i bisogni reali delle persone.



