Lo sciopero generale di lunedì 18 maggio è stato proclamato da USB, Unione Sindacale di Base, con uno slogan che non lascia spazio a interpretazioni: “Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio”. Al centro della protesta ci sono temi di grande attualità e rilevanza politica: la questione palestinese, il riarmo europeo e quella che il sindacato definisce la “complicità del governo italiano e dell’Europa” nei conflitti in corso. Una presa di posizione netta, che arriva in un momento di forte tensione internazionale e che si inserisce in un calendario più ampio di mobilitazioni già avviate nelle settimane precedenti.
Lo sciopero non riguarda un solo comparto ma abbraccia, in modo trasversale, lavoratori di settori molto diversi tra loro: dal pubblico impiego ai portuali, dal trasporto alla logistica, fino al mondo della scuola. USB sottolinea come questa giornata di stop debba essere un contenitore capace di raccogliere tutte le istanze che il sindacato sta portando avanti da mesi, anche attraverso scioperi di settore. Non si tratta quindi di una protesta isolata, ma di un momento di convergenza che vuole dare forza e visibilità a rivendicazioni che spaziano dai diritti dei lavoratori alle questioni geopolitiche più urgenti.
La giornata del 18 maggio si inserisce in un calendario fitto di appuntamenti. Il weekend che la precede sarà già caratterizzato da mobilitazioni importanti: sabato 16 maggio sono previste due manifestazioni per la Palestina a Milano e Roma, in occasione della Nakba. Subito dopo, il 23 maggio, è in programma a Roma una manifestazione nazionale operaia “per il salario e contro la guerra”. USB esprime anche solidarietà alla Global Sumud Flotilla nel suo tentativo di portare aiuti umanitari a Gaza: “Noi ci siamo, non siete soli e sole, e faremo di tutto per proteggervi”, si legge nella nota del sindacato. Le piazze di tutta Italia — da Genova a Bologna, da Trieste a Torino — saranno dunque teatro di questa mobilitazione diffusa.
Dal punto di vista pratico, il settore che subirà le conseguenze più pesanti è senza dubbio quello dei trasporti ferroviari. Lo sciopero nazionale del trasporto su rotaia durerà 24 ore, con inizio fissato per domenica 17 maggio alle ore 21:00 e termine previsto per le 21:00 di lunedì 18 maggio. Aderiscono all’agitazione i principali operatori del settore: Gruppo FS Italiane, Italo e Trenord. Chi ha in programma spostamenti in treno lunedì dovrà quindi mettere in conto cancellazioni e variazioni agli orari abituali, con possibili ripercussioni anche nelle ore immediatamente precedenti e successive alla finestra di sciopero.
Nonostante il clima di incertezza, sono previste fasce orarie di garanzia entro le quali i servizi ferroviari dovranno comunque essere assicurati. Per il trasporto regionale di Trenitalia, i treni sono garantiti nelle fasce 6:00–9:00 del mattino e 18:00–21:00 della sera. Chi ha già acquistato un biglietto per la giornata del 18 maggio e preferisce non rischiare può richiedere il rimborso: per i treni Intercity e Frecce è possibile farlo dalla dichiarazione dello sciopero fino all’orario di partenza del proprio treno, mentre per i regionali il termine ultimo è la mezzanotte del giorno precedente. In alternativa, è possibile riprogrammare il viaggio in un’altra data nelle medesime condizioni di trasporto.
Oltre alle ferrovie, anche il settore autostradale si fermerà, con lo sciopero che prenderà il via a partire dalle ore 22:00 di domenica 17 maggio. Una buona notizia arriva invece per chi viaggia in aereo o utilizza il trasporto pubblico locale: questi due comparti non saranno coinvolti nell’agitazione, garantendo quindi una continuità di servizio almeno su questi fronti. Tuttavia, chi si sposta abitualmente in treno o in auto in autostrada farebbe bene a valutare per tempo soluzioni alternative o a posticipare i propri spostamenti, per evitare di trovarsi in difficoltà in una giornata che si preannuncia già piuttosto complicata.




