Torino si prepara a risuonare di jazz. Dal 25 aprile al 2 maggio torna il Torino Jazz Festival, giunto alla sua quattordicesima edizione, con un titolo che è già un manifesto: The Sound of Surprise. I numeri parlano da soli: otto giorni di programmazione, preceduti da tre giorni di anteprime (dal 22 al 24 aprile nei jazz club della città), 101 eventi distribuiti in 72 sedi diverse, di cui 81 concerti diffusi sul territorio, 297 musicisti coinvolti, otto produzioni — cinque delle quali originali — e otto esclusive assolute.
Ad alzare il sipario sarà un appuntamento dal forte valore simbolico: Il jazz della Liberazione, affidato quest’anno a Moni Ovadia & Kassiber Ensemble con lo spettacolo Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti. Narrazione e musica si intrecciano per riportare alla luce la storia delle orchestre jazz nei campi di prigionia tedeschi, con un omaggio all’orchestra swing del ghetto di Terezín.
Il programma riunisce alcune delle figure più autorevoli della scena jazzistica internazionale. Bill Frisell dialoga con la memoria cinematografica del regista Bill Morrison in prima assoluta mondiale: insieme a Eyvind Kang, accompagnerà dal vivo la proiezione di The Great Flood. Spazio anche a Funk Off, a John Scofield e a Gerald Clayton, a cui è affidata la chiusura del festival il 2 maggio.
Tra gli altri protagonisti attesi: Norma Winstone in duo con il pianista e compositore Glauco Venier, in una collaborazione che ha attraversato decenni di storia del jazz europeo; gli Irreversible Entanglements; il trombettista Fabrizio Bosso; e il ritorno sul palco torinese della storica Italian Instabile Orchestra.
Tra le principali novità di questa edizione, una programmazione di concerti gratuiti dedicata ai protagonisti del jazz italiano e una rinnovata attenzione alle nuove generazioni e al sociale, attraverso i Jazz Blitz: concerti nelle strutture di comunità e negli spazi sociali della città. Il festival celebrerà inoltre i centenari di Miles Davis e John Coltrane, due pilastri del jazz mondiale.



