Home Carmagnola Violenza durante partita di calcio a Carmagnola, inflitti tre provvedimenti Daspo

Violenza durante partita di calcio a Carmagnola, inflitti tre provvedimenti Daspo

Tutto è iniziato sabato 18 aprile 2026, al termine di un incontro che si era concluso con la vittoria per 2-0 della squadra ospite, il Bisalta, sul campo dell’Elledì. Quella che doveva essere una normale giornata di sport dedicata ai più giovani si è trasformata in un pomeriggio di paura quando, in seguito all’espulsione di un calciatore durante la gara, gli animi tra le due tifoserie presenti sugli spalti sono improvvisamente esplosi, dando il via a una violenta lite. La situazione è rapidamente degenerata: un giovane ha aggredito fisicamente un tifoso della squadra avversaria, per poi colpire anche un altro spettatore che aveva cercato di intervenire per sedare gli animi e riportare la calma. Quello che sembrava potersi risolvere con un acceso diverbio verbale si è trasformato in un episodio di violenza fisica vera e propria, davanti agli occhi increduli delle famiglie presenti sugli spalti per assistere alla partita dei propri figli.

A complicare ulteriormente la situazione sono stati i genitori del giovane coinvolto nella rissa, che non si sono limitati a osservare la scena ma sono intervenuti aggredendo a loro volta un carabiniere libero dal servizio che si trovava tra il pubblico. Il militare, riconoscendo la gravità della situazione, aveva tentato di intervenire per interrompere le condotte violente e ripristinare l’ordine, ma si è ritrovato a sua volta vittima dell’aggressione, in un clima di tensione crescente che ha coinvolto l’intero impianto sportivo.

Nonostante il tentativo del carabiniere di contenere la situazione, il giovane protagonista degli scontri è riuscito a divincolarsi dalla presa del militare, colpendolo con un violento pugno al volto prima di fuggire precipitosamente dall’impianto sportivo. Questo ulteriore episodio di violenza ha prolungato lo stato di tensione e paura che si era creato, con un pubblico composto in gran parte da famiglie e numerosi minori costretti ad assistere a scene di violenza inaspettate durante quello che doveva essere un semplice pomeriggio sportivo dedicato ai ragazzi. Il bilancio delle aggressioni è stato tutt’altro che lieve: le tre vittime coinvolte negli scontri hanno riportato lesioni personali con prognosi rispettivamente di dieci, cinque e due giorni. Numeri che testimoniano la gravità di quanto accaduto e che hanno portato le forze dell’ordine ad attivarsi immediatamente per identificare i responsabili e ricostruire nel dettaglio la dinamica degli scontri avvenuti all’interno del centro sportivo Demichelis.

Sulla base delle indagini condotte, il questore di Torino Massimo Gambino ha firmato tre distinti provvedimenti di Daspo, il divieto di accesso agli impianti sportivi, nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili delle aggressioni. Una misura che si inserisce nel quadro degli strumenti previsti dalla normativa per contrastare la violenza negli stadi e nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, applicata in questo caso anche a un contesto di calcio giovanile che avrebbe dovuto rappresentare un momento di sana competizione sportiva tra ragazzi. Parallelamente all’intervento della questura, anche la giustizia sportiva non è rimasta a guardare. Pochi giorni dopo gli incresciosi episodi avvenuti nell’impianto carmagnolese, il giudice sportivo ha emesso sanzioni nei confronti di entrambe le società coinvolte: l’Elledì è stata multata con 300 euro e con l’obbligo di disputare una gara a porte chiuse, mentre il Bisalta ha ricevuto una sanzione pecuniaria di 150 euro. Provvedimenti che si affiancano a quelli amministrativi e che testimoniano la volontà delle istituzioni sportive di non lasciare impuniti episodi di questo genere.