Home Cambiano Varroc Cambiano, chiusura confermata: a rischio 67 posti di lavoro

Varroc Cambiano, chiusura confermata: a rischio 67 posti di lavoro

La crisi del settore automotive torna a colpire duramente il territorio piemontese. Dopo mesi di incertezza, è arrivata la conferma che molti lavoratori temevano: lo stabilimento Varroc di Cambiano chiuderà definitivamente i battenti, lasciando senza occupazione 67 dipendenti. Una notizia che si aggiunge a un quadro già difficile per l’industria automobilistica italiana, sempre più stretta tra trasformazioni tecnologiche, concorrenza estera e perdita di commesse strategiche. A fare chiarezza sulla vicenda è stato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, che ha illustrato i dettagli emersi dal confronto con l’assessorato al lavoro.

La comunicazione ufficiale è arrivata lo scorso 7 ottobre 2026, quando l’azienda ha formalizzato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo. Un provvedimento che coinvolge direttamente 67 lavoratori dello stabilimento di Cambiano, segnando di fatto la fine di un’esperienza produttiva che per anni ha rappresentato un punto di riferimento occupazionale per il territorio. La decisione, seppur temuta, non è arrivata del tutto inaspettata, considerando le difficoltà che l’azienda stava attraversando già da tempo.

Non tutti i dipendenti saranno però coinvolti nella procedura di licenziamento. Dieci lavoratori resteranno infatti in forza all’azienda: sette impiegati nella divisione Ricerca e Sviluppo e tre nel settore Sales. Questa scelta aziendale lascia intendere una volontà di mantenere comunque una presenza, seppur ridotta, sul territorio italiano, concentrata principalmente sulle attività di studio e innovazione piuttosto che sulla produzione vera e propria.

Il presidente Nicco ha sottolineato come l’azienda abbia comunicato con chiarezza le proprie intenzioni, dichiarando espressamente di voler mantenere la parte residua della divisione Ricerca e Sviluppo pur cessando ogni attività produttiva e di laboratorio-test sul territorio nazionale. Una scelta che, se da un lato preserva alcune competenze specialistiche, dall’altro conferma l’impossibilità di proseguire con il modello produttivo finora adottato a Cambiano.

Le ragioni dietro questa drastica decisione sono molteplici e si inseriscono in un contesto più ampio di difficoltà del settore automotive a livello globale. Secondo quanto riportato dall’azienda, la crisi del comparto, unita al calo generalizzato della domanda e alla crescente concorrenza internazionale, ha reso sempre più difficile sostenere i costi di produzione in Italia. Un mix di fattori che negli ultimi anni ha messo in ginocchio numerose realtà industriali legate al mondo dell’automobile.

A pesare in maniera determinante su questa scelta è stata però la perdita della commessa Volkswagen per la produzione di lampade destinate ai veicoli del gruppo tedesco. Si trattava di un contratto estremamente significativo, che rappresentava circa il 30% dell’intero fatturato aziendale. La cessazione di questo rapporto commerciale ha inevitabilmente compromesso gli equilibri economici dello stabilimento, rendendo insostenibile la prosecuzione delle attività alle condizioni precedenti.

Le previsioni finanziarie per il 2026 parlano chiaro: l’azienda stima una perdita pari a 1,6 milioni di euro, un dato che ha spinto il management a dichiarare l’insostenibilità economica della prosecuzione delle attività produttive e di laboratorio in Italia. Come evidenziato dal presidente Nicco, trattandosi di motivazioni esclusivamente economiche, i margini di intervento da parte delle istituzioni locali risultano particolarmente ridotti, lasciando poco spazio a soluzioni alternative che possano scongiurare la chiusura.