Il Comune di Chieri ha ufficializzato il rinvio dell’accensione degli impianti termici per la stagione 2026/2027. La data che tradizionalmente segnava l’inizio della stagione calda, il 15 ottobre, slitta quest’anno al 20 ottobre 2026, con validità su tutto il territorio comunale. Una decisione che tocca condomini, abitazioni private e attività commerciali, chiamati ad adeguarsi alle nuove tempistiche stabilite dal provvedimento.
Alla base della scelta ci sono le previsioni meteorologiche diffuse da ARPA Piemonte, che indicano temperature superiori alla media stagionale per i primi giorni di ottobre. In un contesto climatico sempre più imprevedibile, accendere i riscaldamenti con giornate ancora miti avrebbe significato uno spreco energetico difficilmente giustificabile, oltre a un aumento non necessario delle emissioni in atmosfera proprio nelle settimane in cui il termometro non lo richiede. L’amministrazione ha quindi preferito attendere qualche giorno in più, bilanciando le esigenze di comfort abitativo con quelle della sostenibilità ambientale. Una linea che si inserisce in un trend più ampio, condiviso da diversi comuni italiani, orientato a rivedere le tempistiche standard di accensione degli impianti termici in funzione dell’andamento climatico reale, anziché affidarsi esclusivamente al calendario.
A dare forma concreta alla decisione è stata l’ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Sicchiero, che ha formalizzato lo slittamento della data di accensione per l’intero territorio comunale. Il documento stabilisce in modo chiaro i termini del rinvio, fissando al 20 ottobre 2026 il giorno a partire dal quale sarà possibile attivare gli impianti di riscaldamento in tutte le abitazioni e gli edifici non soggetti a deroghe specifiche. Non tutte le strutture, però, sono soggette alla stessa tempistica. L’ordinanza prevede infatti alcune esenzioni importanti: ospedali, case di cura e scuole dell’infanzia potranno continuare a seguire normative specifiche o beneficiare di deroghe che tengono conto delle particolari esigenze di queste strutture. Si tratta di luoghi dove la presenza di soggetti fragili, come pazienti, anziani o bambini piccoli, rende necessario garantire condizioni di comfort termico senza interruzioni legate a decisioni di carattere generale.








