Home Dintorni SFM1 Rivarolo-Chieri, ritardi e tratta soppressa a Trofarello

SFM1 Rivarolo-Chieri, ritardi e tratta soppressa a Trofarello

Un’altra mattinata da dimenticare per i pendolari della linea ferroviaria suburbana SFM1, quella che collega il Canavese con la collina torinese passando per il cuore della città. Il treno partito da Rivarolo alle 06:47 ha trasformato quello che doveva essere un normale tragitto casa-lavoro in un’odissea fatta di ritardi crescenti e, come ciliegina sulla torta, una tratta finale cancellata senza troppi complimenti. Una vicenda che, purtroppo, non sembra essere un caso isolato per chi ogni giorno si affida a questa linea per raggiungere Torino o le località della cintura sud-est.

Le difficoltà per il convoglio sono emerse fin dalle prime battute del viaggio, ben prima di entrare nel territorio urbano torinese. Già nelle fermate del Canavese si registravano i primi scostamenti rispetto all’orario previsto, un campanello d’allarme che purtroppo si è rivelato soltanto l’inizio di una giornata complicata per tutti i viaggiatori a bordo.

Il ritardo è andato via via aumentando man mano che il treno si avvicinava al capoluogo. Alla stazione di Stura, snodo cruciale per l’ingresso nel nodo ferroviario torinese, l’arrivo previsto per le 07:33 è slittato di dieci minuti, fino alle 07:43. Un disagio che poteva ancora sembrare gestibile, ma che si è andato aggravando nelle fermate successive. Proseguendo verso Rebaudengo Fossata e Porta Susa, il distacco dall’orario di marcia non ha fatto che aumentare, fino a superare la soglia dei quindici minuti di ritardo complessivo all’altezza di Lingotto e Moncalieri. Per i pendolari diretti al lavoro o a scuola, questo ha significato coincidenze saltate, appuntamenti rimandati e la solita, snervante attesa in banchina senza informazioni chiare sulla reale entità del problema.

È proprio alla stazione di Trofarello che la situazione è precipitata definitivamente. Il treno, atteso per le 08:00, è arrivato in banchina solo alle 08:16, con un ritardo ormai consolidato di oltre un quarto d’ora rispetto alla tabella di marcia originaria. Ma il peggio doveva ancora arrivare per chi sperava di raggiungere la tratta finale verso Chieri.

L’operatore ferroviario ha infatti deciso di sopprimere l’ultimo segmento del percorso, lasciando i passeggeri diretti alla destinazione finale senza alcuna alternativa immediata. Una scelta che, seppur probabilmente dettata da esigenze organizzative legate ai ritardi accumulati, ha di fatto scaricato sui viaggiatori il peso della disorganizzazione, costringendoli a scendere dal convoglio e ad arrangiarsi per completare il tragitto con mezzi sostitutivi o soluzioni di fortuna.

A testimoniare questa ennesima giornata di disservizi è stato un passeggero a bordo del treno, che ha documentato in tempo reale gli aggiornamenti di marcia attraverso foto e riprese dei tabelloni elettronici. Un racconto diretto, fatto di orari che slittavano minuto dopo minuto, diventato ormai la prova tangibile di una condizione di viaggio che molti pendolari della linea SFM1 conoscono fin troppo bene e che continua a generare malcontento tra chi utilizza quotidianamente questo servizio.