Un’anziana coppia di Carmagnola ha rischiato di perdere i propri gioielli in una delle truffe più diffuse degli ultimi anni, quella del “finto carabiniere”. Ma questa volta il piano dei malviventi non è andato a segno: grazie alla lucidità e alla prontezza dei due coniugi, il tentativo di raggiro è stato smascherato e il giovane responsabile è finito in manette. Una storia a lieto fine che dimostra come attenzione e collaborazione tra vicini possano fare la differenza contro chi specula sulla fiducia delle persone più fragili.
Tutto è cominciato con una telefonata ricevuta da una donna di 63 anni, residente a Carmagnola, da parte di un uomo che si spacciava per un militare dell’Arma dei Carabinieri. Con tono autorevole e allarmante, il finto militare ha raccontato alla pensionata che la sua automobile sarebbe stata utilizzata per commettere una serie di furti in zona, gettandola nel panico e nella confusione. Una strategia classica, quella di instillare paura e urgenza, che i truffatori utilizzano per abbassare le difese delle vittime e indurle a compiere azioni irrazionali.
Il passo successivo del piano prevedeva l’allontanamento del marito della donna, un uomo di 68 anni, dalla propria abitazione. Con la scusa di dover effettuare accertamenti più approfonditi sulla vettura, il finto carabiniere ha convinto il sessantottenne a recarsi presso una caserma di provincia, lasciando così la moglie sola in casa. Una mossa calcolata per eliminare ogni possibile testimone o ostacolo al proseguimento della truffa, che a quel punto sembrava procedere secondo i piani criminali.
Una volta rimasta sola, la donna avrebbe dovuto attendere l’arrivo di un presunto “collega” del finto militare, incaricato di ritirare tutti i gioielli in oro presenti in casa. La scusa architettata dai malviventi era quella di dover confrontare i monili della coppia con alcuni oggetti recuperati da un fantomatico furto, così da verificare se appartenessero alla refurtiva. Un pretesto studiato nei minimi dettagli, tipico di queste truffe, che fa leva sulla buona fede e sul rispetto che molti anziani nutrono verso le forze dell’ordine.
Fortunatamente, la sessantatreenne non si è lasciata ingannare fino in fondo e, intuendo qualcosa di anomalo nella situazione, ha deciso di chiedere aiuto. Il tentativo di contattare il numero di emergenza 112 dal proprio telefono si è rivelato vano, probabilmente perché i truffatori avevano in qualche modo compromesso la linea o stavano monitorando la situazione per evitare intoppi al loro piano. Non perdendosi d’animo, la donna ha allora deciso di rivolgersi alla cognata, che vive nelle vicinanze, riuscendo così a dare l’allarme e a mettere in moto i soccorsi.
La segnalazione è arrivata rapidamente alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Moncalieri, che ha immediatamente compreso la gravità della situazione e la necessità di intervenire con tempestività, dato che la truffa non si era ancora conclusa. In pochi minuti è stata inviata sul posto una pattuglia della Stazione di Vinovo, che è riuscita a raggiungere l’abitazione della coppia prima che il finto “collega” potesse allontanarsi con il bottino. Un intervento fulmineo che ha permesso di cogliere il malvivente in flagranza di reato.
Il diciannovenne, che si trovava ancora all’interno della casa nel tentativo di portare a termine la truffa, è stato bloccato e arrestato dai militari intervenuti. Il giovane è stato accusato di tentata truffa aggravata in concorso, un reato che prevede pene severe proprio per tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione, spesso prese di mira da questo tipo di raggiri. In attesa del rito direttissimo, disposto dall’Autorità Giudiziaria di Asti, il ragazzo dovrà rispondere delle sue azioni davanti a un giudice, mentre le indagini proseguono per verificare eventuali complicità e ricostruire l’intera rete criminale dietro questo tentativo di truffa.







