Martedì 15 settembre, proprio nella settimana in cui Chieri festeggia la propria Festa patronale, torna l’appuntamento specialistico che il Museo del Tessile organizza ogni anno per approfondire, con sguardo critico e curioso, l’evoluzione del mondo tessile. L’edizione 2024 si concentra su un binomio quanto mai attuale: “Tessile e Tecnologia”. L’ingresso è libero e l’invito è aperto a chiunque voglia scoprire come antichi saperi artigianali dialoghino con le più recenti innovazioni digitali.
La giornata di studio prenderà il via alle ore 15.30 nella Sala Polifunzionale del Museo del Tessile, in via Santa Clara 6, con i saluti istituzionali della Fondazione e l’intervento di Antonella Giordano, assessora alla Cultura della Città di Chieri, principale sostenitrice dell’iniziativa. Un momento di apertura che sottolinea il legame profondo tra l’amministrazione comunale e questa realtà museale, custode di una tradizione tessile che ha segnato profondamente la storia economica e sociale del territorio chierese.
Per l’occasione, la sala sarà allestita con una selezione di disegni tecnici raffiguranti componenti di telai meccanici: un modo suggestivo per introdurre visivamente il tema della giornata, mettendo in dialogo la precisione ingegneristica di questi progetti storici con le tecnologie contemporanee che oggi permettono di reinterpretare l’arte della tessitura. Questi documenti, spesso poco conosciuti al grande pubblico, raccontano la complessità meccanica che si cela dietro ogni telaio, testimoniando come l’innovazione tecnologica non sia certo un fenomeno esclusivo dei nostri tempi.
L’iniziativa si inserisce in un percorso che il Museo del Tessile porta avanti da anni, con l’obiettivo di non limitarsi alla sola conservazione della memoria storica, ma di renderla viva attraverso il confronto con le pratiche contemporanee. Un approccio che valorizza il patrimonio tessile chierese non come reperto museale statico, ma come punto di partenza per riflessioni che guardano al futuro dell’arte, del design e della produzione tessile.
Dopo una breve introduzione al tema dell’anno, la parola passerà ai relatori ospiti, tre voci autorevoli capaci di offrire prospettive complementari sull’argomento. Silvana Nota, critica e curatrice d’arte tra le massime esperte italiane di Fiber Art, guiderà il pubblico “Tra arte, telaio tradizionale e telaio digitale”, presentando casi esemplari che dimostrano come la fibra tessile sia diventata negli ultimi decenni un linguaggio artistico a tutti gli effetti, capace di attraversare i confini tra artigianato e arte contemporanea.
A seguire, Elena Baistrocchi, Direttrice della Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze, interverrà su “Tecnologia e tradizione tessile: un rapporto alla pari”, illustrando l’attività di studio, progettazione e produzione di tessuti contemporanei ispirati alle tecniche storiche che caratterizza questa eccellenza fiorentina. Non è un caso che sia proprio la Fondazione Lisio a rappresentare questo tema: negli anni si è consolidata infatti un’intesa preziosa tra le due realtà, un ponte tra Piemonte e Toscana costruito attorno alla comune passione per la tessitura d’arte.
Il momento più atteso della giornata sarà probabilmente l’intervento di Giulia Panero, giovane artista torinese che presenterà gli esiti della sua ricerca di tesi “Trame sonore”, con cui si è diplomata a pieni voti all’Accademia Albertina lo scorso luglio. Il suo lavoro, sviluppato con il supporto del relatore Stefano Sasso, docente di Sound Design, e della co-relatrice Melanie Zefferino, docente di Cultura Tessile, sarà accompagnato dall’esposizione dell’installazione artistica interattiva che l’autrice ha realizzato: un’opera che fonde sapientemente cultura materiale tessile e tecnologia del suono, offrendo ai visitatori un’esperienza sensoriale inedita capace di far “ascoltare” la trama di un tessuto.
Come da consuetudine, la giornata si concluderà con una visita guidata al Museo e all’Orto del Tessile di Chieri, curata da Mitti Baiotti, Laura Scaglia, Walter Borsetto e dagli altri collaboratori esperti della Fondazione. Un momento che permetterà ai partecipanti di toccare con mano, letteralmente, quanto ascoltato durante il convegno, immergendosi negli spazi che custodiscono macchinari storici e testimonianze di un mestiere antico.







