Il Consiglio comunale di Riva ha approvato, nel corso dell’ultima seduta, le nuove tariffe della tassa sui rifiuti valide per il periodo 2026-2029. Alla base dell’aumento ci sono due elementi fondamentali che l’amministrazione comunale ha dovuto necessariamente recepire. Il primo riguarda i costi di gestione comunicati dal Consorzio Chierese per i Servizi, l’ente che si occupa materialmente della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti sul territorio. Il secondo elemento è rappresentato dalle direttive stabilite da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che detta le linee guida a livello nazionale per il calcolo delle tariffe.
Non si tratta dunque di una scelta politica autonoma del Comune, quanto piuttosto di un adeguamento imposto da fattori esterni che l’amministrazione ha dovuto tradurre in numeri concreti per i cittadini. Questo aspetto è stato più volte sottolineato durante la discussione consiliare, con l’obiettivo di chiarire che l’aumento non deriva da una volontà di aggravare il carico fiscale sui rivesi, ma da vincoli normativi e gestionali che il Comune non può ignorare.
Entrando nel merito delle cifre, l’impatto più significativo riguarderà i privati, che vedranno un incremento di circa il 6% sulla quota fissa della bolletta. Si tratta della parte del tributo che non dipende dal comportamento del singolo utente, ma da parametri fissi legati alla struttura dell’abitazione e al numero di componenti del nucleo familiare. Questa componente subirà quindi un ritocco all’insù piuttosto consistente, che si farà sentire nelle prossime bollette.
Diverso il discorso per la quota variabile, che rimarrà invariata e continuerà a essere calcolata sulla base dell’effettiva virtuosità dei singoli utenti nella differenziazione dei rifiuti attraverso il sistema di raccolta porta a porta. Questo meccanismo premia chi si impegna concretamente nella raccolta differenziata, mantenendo un incentivo economico per i comportamenti più sostenibili. Il fatto che questa parte della tariffa non venga toccata rappresenta comunque un elemento di continuità rispetto al passato, e conferma la volontà dell’amministrazione di non penalizzare chi già oggi contribuisce positivamente al sistema di gestione dei rifiuti.
Per quanto riguarda le utenze non domestiche, ovvero le attività commerciali e le imprese presenti sul territorio comunale, l’impatto sarà più contenuto rispetto a quello previsto per le famiglie. L’aumento in questo caso si fermerà a circa l’1,5%, una percentuale decisamente più moderata che testimonia la volontà di non gravare eccessivamente sul tessuto produttivo locale. Considerando insieme l’incremento sulle utenze domestiche e quello sulle attività commerciali, l’aumento medio complessivo della Tari a Riva si attesterà attorno al 4,9%, una cifra che rappresenta il bilanciamento tra le diverse esigenze e i vincoli imposti dal sistema di gestione dei rifiuti.
L’approvazione delle nuove tariffe Tari rappresenta dunque un passaggio obbligato per l’amministrazione comunale di Riva, chiamata a recepire costi e direttive che non dipendono da scelte locali ma da dinamiche più ampie legate alla gestione consortile e alla regolazione nazionale del settore. Se da un lato l’aumento della quota fissa peserà sulle famiglie, dall’altro il mantenimento della quota variabile legata alla virtuosità nella raccolta differenziata continua a rappresentare un incentivo importante per comportamenti responsabili.







