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Carmagnola: Distretto del Cibo, via libera alla Razza Piemontese

Dopo mesi di lavoro condiviso tra amministrazioni locali, enti e operatori del settore, arriva finalmente il via libera atteso da tempo nel territorio piemontese. Il riconoscimento del Distretto del Cibo della Razza Bovina Piemontese segna un punto di svolta per la valorizzazione di un patrimonio zootecnico e culturale che da generazioni caratterizza l’identità agroalimentare della regione. Un traguardo che premia l’impegno di decine di Comuni ed enti, uniti dalla volontà di tutelare e promuovere un’eccellenza che va ben oltre i confini locali.

Le amministrazioni comunali di Racconigi e Carmagnola hanno ufficialmente comunicato l’esito positivo dell’istruttoria avviata per ottenere il riconoscimento del «Distretto del Cibo della Razza Bovina Piemontese». Si tratta di un passaggio burocratico fondamentale, che apre la strada alla formalizzazione definitiva di un progetto ambizioso, nato dalla volontà di mettere a sistema le competenze e le risorse di un territorio vasto e articolato. L’iniziativa coinvolge complessivamente 74 Comuni e 20 enti, a testimonianza della portata e dell’importanza che questo riconoscimento riveste per l’intera comunità piemontese.

Il percorso che ha portato a questo risultato non è stato semplice, richiedendo mesi di confronto istituzionale e di coordinamento tra le diverse realtà territoriali coinvolte. Ogni Comune e ogni ente ha dovuto condividere una visione comune, superando le naturali differenze e particolarità locali per costruire una proposta unitaria e solida, capace di rispondere ai requisiti richiesti dalla normativa sui Distretti del Cibo. Un lavoro di squadra che ha coinvolto amministratori, tecnici e rappresentanti del mondo produttivo, tutti accomunati dall’obiettivo di tutelare un patrimonio identitario unico. I sindaci di Racconigi e Carmagnola, Ivana Gaveglio e Valerio Oderda, hanno espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando come questo primo via libera rappresenti solo l’inizio di un percorso più ampio. «È un primo passo che ci riempie di orgoglio, perché dà concretezza alle aspettative dei 74 Comuni e dei 20 enti che hanno scelto di condividere e promuovere questa iniziativa», hanno dichiarato congiuntamente, evidenziando al contempo la responsabilità che questo traguardo comporta per il proseguimento dell’iter amministrativo necessario a formalizzare completamente il Distretto. Il ruolo di Racconigi e Carmagnola in questo progetto non è casuale, ma affonda le radici in una storia di legame profondo con l’allevamento della razza bovina piemontese. I due Comuni, da sempre territori vocati alla zootecnia di qualità, hanno assunto la guida di questa iniziativa con la consapevolezza di rappresentare un patrimonio che appartiene all’intero Piemonte. La scelta di porsi come capofila nasce dalla volontà di offrire un punto di riferimento solido e credibile per tutti gli attori della filiera, dagli allevatori ai trasformatori, fino ai distributori finali.

I sindaci Gaveglio e Oderda hanno voluto sottolineare come questo riconoscimento possa rappresentare un passaggio determinante per la salvaguardia di una delle eccellenze più significative del panorama agroalimentare regionale. «Riteniamo che questo riconoscimento possa rappresentare un passaggio determinante per la salvaguardia e la valorizzazione di una delle più importanti eccellenze piemontesi», hanno affermato, ribadendo come questa ricchezza non appartenga esclusivamente ai due territori comunali, ma debba essere considerata patrimonio collettivo dell’intera regione. Una visione che pone al centro del progetto gli allevatori, veri custodi quotidiani del valore e della tradizione legata a questa razza bovina.