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A Chieri i giochi di una volta uniscono nonni e bambini

A Chieri il tempo sembra fare un passo indietro, almeno per qualche ora al mese. Biglie, corde per saltare, filastrocche dimenticate e giochi di carta tornano protagonisti grazie a un’iniziativa che mette in dialogo generazioni lontane nell’età ma vicine nel cuore. Un progetto che nasce dalla volontà di non disperdere un patrimonio di memoria e che trova nella collaborazione tra associazioni, scuole e biblioteca comunale il terreno fertile per crescere.

I giochi di una volta si stanno rivelando uno strumento straordinariamente efficace per costruire ponti tra bambini, nonni e famiglie, dimostrando come la semplicità possa ancora oggi generare legami profondi. A Chieri questa intuizione ha preso forma concreta grazie all’Associazione Centro Famiglia che, forte dell’esperienza maturata con lo Spazio Nonni, ha scelto di aderire all’iniziativa promossa dalla biblioteca cittadina intitolata “Nati per leggere – Cultura per crescere”. Da questa sinergia è nato il progetto “Bimbi curiosi nel Villaggio che fa crescere”, pensato specificamente per le scuole dell’infanzia del territorio.

L’obiettivo che muove l’intero percorso non è soltanto ludico, ma profondamente educativo: rafforzare le relazioni familiari e, allo stesso tempo, consolidare il legame tra scuola, casa e istituzioni culturali. Per raggiungere questo risultato il progetto si articola attraverso percorsi di racconto, momenti di creatività condivisa e spazi di confronto psicopedagogico riservati agli adulti, che possono così trovare occasioni di ascolto e di crescita personale parallele a quelle vissute dai più piccoli.

Il cammino intrapreso ha già conosciuto tappe significative che hanno saputo coinvolgere e appassionare le famiglie partecipanti. Tra queste spicca la visita al Museo del Giocattolo ospitato presso l’azienda Balbiano di Andezeno, un’esperienza che ha permesso ai bambini di toccare con mano oggetti e tradizioni ludiche di epoche passate. Non sono mancate uscite sul tram storico di Torino, occasione di viaggio nel tempo anche fisico, e laboratori sensoriali realizzati in collaborazione con la cooperativa Coesa, pensati per stimolare i sensi e la curiosità dei bambini più piccoli.

Il progetto entra ora in una fase particolarmente significativa, quella delle testimonianze dirette dei nonni all’interno delle classi. Non più soltanto racconti mediati da adulti o educatori, ma il contatto diretto tra generazioni, con gli anziani chiamati a raccontare in prima persona i giochi della loro infanzia, le regole, i materiali di fortuna utilizzati e le emozioni legate a quei momenti. È un passaggio che restituisce centralità alla memoria vissuta, trasformando i nonni in veri e propri narratori e custodi di un sapere che rischia altrimenti di andare perduto.

Il calendario degli appuntamenti è già definito e guarda al futuro con precisione. Per il 2026 sono previsti tre incontri in biblioteca, fissati per il 17 ottobre, il 7 novembre e il 5 dicembre, tutti dalle 10 alle 12. In queste occasioni i bambini potranno dedicarsi ad attività ludiche pensate su misura per loro, mentre i genitori avranno a disposizione spazi di ascolto guidati da una psicologa, un’opportunità preziosa per condividere dubbi, esperienze e riflessioni sulla genitorialità in un contesto protetto e qualificato.

Il percorso non si esaurirà con la fine dell’anno, ma proseguirà nei primi mesi del 2027 con quattro laboratori pratici interamente dedicati alla scoperta e alla sperimentazione condivisa dei giochi tradizionali. Questi appuntamenti rappresenteranno il momento culminante dell’intero progetto, l’occasione in cui teoria e pratica si fonderanno concretamente, consolidando quella rete comunitaria che l’iniziativa si propone di costruire e rafforzando il valore della memoria intergenerazionale come risorsa viva per l’intera comunità chierese.