Megafono in mano, fumogeni accesi e cartelli improvvisati: questa mattina Chieri si è svegliata con una protesta studentesca che ha animato l’ingresso del liceo Monti e dell’istituto Vittone. Circa un centinaio di ragazzi hanno scelto di scioperare, portando all’attenzione della città problemi che da tempo covano sotto la superficie della quotidianità scolastica. Edifici fatiscenti, trasporti inadeguati e una più ampia contestazione delle priorità di spesa del Governo sono stati i temi al centro della giornata.
Sono le otto del mattino quando gli studenti attivisti di Osa Chieri, sigla locale di Opposizione Studentesca d’Alternativa, si radunano davanti al cancello di via Montessori. Uno striscione viene srotolato, il megafono passa di mano in mano mentre i ragazzi scandiscono gli slogan della protesta. “Ci accodiamo alle proteste di decine d’istituti di Torino e dei compagni francesi per chiedere una scuola accessibile”, dichiarano con convinzione, inserendo la mobilitazione chierese in un contesto che va ben oltre i confini cittadini. Gli studenti raccontano di un edificio scolastico ormai “a pezzi”, citando come esempio emblematico l’incidente dello scorso anno, quando un vecchio termosifone è letteralmente caduto in una classe del liceo Monti, allagando diverse aule e costringendo alla sospensione delle lezioni. Un episodio che, secondo i ragazzi, non è isolato ma sintomo di una manutenzione carente e di investimenti insufficienti sull’edilizia scolastica, un problema che affligge non solo Chieri ma l’intero sistema educativo italiano.
La rabbia dei giovani manifestanti si allarga poi a una critica più ampia e politica: “Troppi soldi investiti dal Governo sulle armi invece che sull’istruzione” è lo slogan che rimbalza tra i partecipanti al presidio. Una posizione che riflette il malcontento di una generazione che si sente trascurata nelle scelte di bilancio nazionali, con fondi che a loro avviso dovrebbero essere destinati prioritariamente a garantire scuole sicure, moderne e funzionali, piuttosto che ad altri capitoli di spesa ritenuti meno urgenti per il futuro del Paese.
Oltre al tema degli edifici, un’altra questione scalda gli animi degli studenti chieresi: il trasporto pubblico scolastico. Molti ragazzi, rimasti fuori dal cancello dell’istituto a condividere esperienze e disagi, raccontano dell’inefficienza del bus che dovrebbe collegare il plesso del Vittone con quello del Bonafous, situato in strada Pecetto. Ritardi, corse saltate e costi che molte famiglie definiscono “esorbitanti” rendono la quotidianità di chi deve spostarsi tra le due sedi un vero e proprio percorso a ostacoli.
Il problema del pullman, lungi dall’essere una questione marginale, tocca nel concreto la vita di decine di studenti costretti ogni giorno a organizzare i propri spostamenti tra sedi diverse dello stesso istituto. Le proteste si sono fatte sentire con forza proprio su questo punto, con i ragazzi che chiedono un servizio più efficiente e tariffe più accessibili, in linea con le richieste economiche di famiglie già alle prese con il caro vita generale.
La mobilitazione di oggi non si ferma qui: anche per venerdì è previsto un nuovo sciopero, questa volta organizzato da Osa a livello nazionale, con cortei in programma in diverse città d’Italia. Gli studenti chieresi hanno già annunciato l’intenzione di unirsi alla manifestazione di Torino, portando nel capoluogo piemontese le proprie rivendicazioni e rafforzando il network di proteste che, da Chieri fino alla Francia, sta coinvolgendo migliaia di giovani in tutta Europa.








