Home Carmagnola Asl To5 cerca medici privati nei Pronto Soccorso di Carmagnola e Chieri

Asl To5 cerca medici privati nei Pronto Soccorso di Carmagnola e Chieri

La carenza di medici di Pronto Soccorso torna a mettere sotto pressione il sistema sanitario piemontese, e questa volta a farne le spese sono gli ospedali di Carmagnola e Chieri, entrambi sotto la gestione dell’Asl To5. Per evitare che la situazione precipiti e che i servizi di emergenza-urgenza restino scoperti, l’azienda sanitaria ha deciso di percorrere una strada ormai sempre più battuta in Italia: l’affidamento diretto a operatori privati per garantire i turni mancanti. Una misura temporanea, della durata di sei mesi, pensata per tamponare un’emergenza che riguarda l’intero comparto dell’emergenza sanitaria regionale.

La situazione negli ospedali di Carmagnola e Chieri non è isolata, ma riflette un problema strutturale che da anni affligge la medicina d’urgenza in Italia. I responsabili dei due presidi, insieme ai vertici del Dipartimento di Emergenza e Accettazione, hanno confermato che il personale attualmente in servizio non basta più a coprire tutte le necessità operative. Pensionamenti, trasferimenti e la difficoltà di attrarre nuovi camici bianchi verso la medicina d’urgenza hanno progressivamente eroso gli organici, lasciando scoperti turni fondamentali per il funzionamento dei Pronto Soccorso.

Per fare fronte a questa emergenza, servono circa 25 turni aggiuntivi al mese, ciascuno della durata di 12 ore, tra i due ospedali. Un numero significativo, che testimonia quanto la situazione sia diventata critica. Di fronte all’impossibilità di colmare rapidamente questo vuoto attraverso i canali ordinari di reclutamento, l’Asl To5 ha deciso di rivolgersi al mercato privato, pubblicando un avviso esplorativo per raccogliere manifestazioni di interesse. La risposta non è mancata: ben 12 operatori economici hanno fatto pervenire la propria disponibilità, segnale che il settore privato vede in queste convenzioni un’opportunità concreta di collaborazione con il servizio sanitario pubblico.

La procedura, ora, entra nella sua fase operativa. L’obiettivo dichiarato dall’Asl è duplice: da un lato mantenere la continuità assistenziale nei Pronto Soccorso di Carmagnola e Chieri, dall’altro garantire l’operatività dei tre Dipartimenti di Emergenza e Accettazione dell’azienda sanitaria, incluso quello dell’ospedale di Moncalieri. Questo intervento si inserisce peraltro in un quadro più ampio, definito dal Piano sanitario regionale 2025-2030, che punta a riorganizzare e rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza in tutto il Piemonte.

Il ricorso ai privati rappresenta una soluzione ponte, non certo definitiva, mentre l’Asl To5 continua a lavorare sul fronte del reclutamento ordinario di personale medico. Nel corso del 2025 erano stati banditi due distinti concorsi pubblici, rispettivamente per un posto e per tre posti di medico di Pronto Soccorso. Entrambe le procedure, però, si sono concluse senza alcuna assunzione, un dato che la dice lunga sulla scarsa attrattività che la medicina d’urgenza esercita oggi sui giovani professionisti, spesso orientati verso specializzazioni ritenute meno gravose in termini di carichi di lavoro e turnazioni notturne.

Qualche spiraglio positivo è arrivato nel 2026, quando una procedura di mobilità ha permesso l’ingresso di tre nuovi medici negli organici dell’Asl To5. Un risultato parziale, ma comunque significativo in un contesto di generale difficoltà. Attualmente è in corso un ulteriore concorso, questa volta per la copertura di due posti, nella speranza che possa portare a esiti più soddisfacenti rispetto ai bandi precedenti. Nel frattempo, l’azienda sanitaria ha attivato anche una serie di incarichi libero-professionali, un’altra leva utilizzata per sopperire alle carenze di organico. Proprio su questo fronte, però, si apre un ulteriore elemento di criticità: alcuni di questi incarichi libero-professionali sono in scadenza il 31 dicembre, e sono attualmente in corso le procedure per il loro rinnovo. Si tratta di un aspetto delicato, perché la mancata proroga di questi contratti rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione già precaria dei Pronto Soccorso di Carmagnola e Chieri, vanificando in parte gli sforzi messi in campo con l’affidamento ai privati e rendendo ancora più urgente trovare soluzioni strutturali al problema della carenza di medici d’urgenza.