Per anni la questione degli autovelox ha rappresentato un terreno di scontro tra automobilisti, amministrazioni locali e tribunali. Al centro del dibattito c’era una distinzione tecnica e giuridica spesso difficile da decifrare: quella tra l’approvazione e l’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità. A Chieri, come in molti altri comuni italiani, l’autovelox di Strada Fontaneto era finito nel mirino di ricorsi e contestazioni. Un intervento normativo del Governo sembra aver messo un punto fermo su una vicenda che si trascinava da troppo tempo.
Il cosiddetto “decreto autovelox”, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha finalmente definito le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Si tratta di un provvedimento atteso da tempo, che chiude una lunga stagione di incertezza normativa e di polemiche che ha coinvolto amministrazioni comunali in tutta Italia.
Per il Comune di Chieri il decreto ha un significato particolare. Come spiegano il Sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessore alla Polizia locale, Prevenzione e Sicurezza Biagio Fabrizio Carillo, l’autovelox di Strada Fontaneto è ora da considerarsi automaticamente omologato. Il dispositivo installato, l'”Autosc@N Speed”, rientra infatti tra le 15 apparecchiature specificatamente elencate nel documento ministeriale.
«Da oggi nessuno potrà contestare la regolarità del nostro autovelox richiamandosi a quegli orientamenti giurisprudenziali che non ritenevano sufficiente l’autorizzazione ma richiedevano anche l’omologazione», sottolineano gli amministratori. Un chiarimento che pone fine a una situazione paradossale: come ricordano Sicchiero e Carillo, non solo a Chieri ma ovunque in Italia gli autovelox non risultavano omologati per il semplice fatto che non erano mai stati definiti i parametri per l’omologazione dei prototipi.
L’amministrazione comunale rivendica con forza la correttezza del proprio operato. «Il nostro comportamento è stato sempre conforme alle indicazioni del MIT, ovvero l’equiparazione funzionale tra omologazione e approvazione», precisano il Sindaco e l’assessore. Come Ente locale, Chieri ha ritenuto doveroso allinearsi agli orientamenti ministeriali, pur rispettando le differenti valutazioni espresse in sede giurisprudenziale.
Al centro delle scelte dell’amministrazione, spiegano gli amministratori, c’è sempre stato un unico principio: quello della sicurezza stradale. Proprio per questa ragione il Comune ha deciso di non “spegnere” l’autovelox di Strada Fontaneto, nonostante i numerosi ricorsi presentati contro le sanzioni elevate.




