Pininfarina torna a far parlare di sé, e questa volta non solo per le sue celebri linee di design, ma per una strategia industriale che guarda al futuro con ambizioni concrete. In occasione del Salone dell’Auto di Torino, la presidente Lucia Morselli ha delineato un nuovo corso per l’azienda, che punta a riaffermare il proprio ruolo storico nella produzione automobilistica, oltre che nella progettazione. Un percorso che si inserisce nell’anno del centenario della nascita di Sergio Pininfarina, figura simbolo del design italiano nel mondo.
Dal palco del Salone dell’Auto di Torino, Lucia Morselli ha tracciato le linee guida di una strategia che vede l’azienda tornare protagonista nella costruzione di automobili, non solo nella loro ideazione stilistica. I primi sei mesi dell’anno sono stati descritti dalla presidente come «emozionanti ed entusiasmanti», un giudizio che lascia intendere risultati superiori alle aspettative in un momento storico particolarmente complesso per l’industria automobilistica. La sfida che Pininfarina intende affrontare è quella di riportare la manifattura al centro del proprio modello di business, puntando in particolare sul segmento del super lusso e delle produzioni esclusive, un mercato di nicchia ma altamente redditizio, dove il marchio può sfruttare appieno la propria storia e la propria expertise stilistica per differenziarsi dalla concorrenza.
«Vogliamo costruire automobili, anche in un contesto difficile per il settore nel mondo e in Europa»: con queste parole Lucia Morselli ha sintetizzato la volontà dell’azienda di non limitarsi più al ruolo di studio di design, ma di tornare a essere un vero e proprio costruttore. La presidente ha parlato di «piani di sviluppo molto concreti e molto ambiziosi» già definiti, che riguarderanno direttamente la manifattura, termine con cui in passato veniva identificata l’attività produttiva del gruppo torinese. Un’eredità, quella della produzione diretta di vetture, che affonda le radici nella storia stessa di Pininfarina e che oggi torna a essere considerata una leva strategica fondamentale. In questo disegno, la figura di Sergio Pininfarina assume un valore quasi simbolico: non solo come ispirazione stilistica, ma come modello di visione industriale capace di coniugare eccellenza artigianale e capacità produttiva, un binomio che l’azienda intende recuperare pienamente nei prossimi anni.








