Home Torino Guasto Enav e sciopero EasyJet: caos negli aeroporti, disagi a Torino

Guasto Enav e sciopero EasyJet: caos negli aeroporti, disagi a Torino

Venerdì 16 ottobre si è trasformato in una giornata da incubo per chi viaggiava in aereo in Italia. Un guasto tecnico ai sistemi di controllo del traffico aereo gestiti da Enav si è sovrapposto allo sciopero nazionale di 24 ore del personale EasyJet, creando una combinazione esplosiva che ha mandato in tilt diversi scali del Paese. Tra ritardi che si sono protratti per ore e cancellazioni a raffica, migliaia di passeggeri si sono trovati bloccati negli aeroporti, spesso senza informazioni chiare su quando e se sarebbero riusciti a partire.

Il problema è emerso nelle prime ore della mattinata, quando Enav ha rilevato anomalie nella rete di trasmissione dati utilizzata per supportare i servizi di controllo del traffico aereo. Si tratta di un’infrastruttura cruciale, perché permette ai controllori di gestire in sicurezza il flusso degli aerei in transito nello spazio aereo italiano. Non appena rilevato il malfunzionamento, l’ente ha fatto sapere di aver escluso categoricamente l’ipotesi di un attacco informatico, pur senza fornire immediatamente dettagli sulle cause tecniche del guasto.

Per tutelare la sicurezza delle operazioni, Enac ha comunicato che sono state attivate misure di regolazione dei flussi di traffico, il che in pratica si traduce in una riduzione volontaria del numero di decolli e atterraggi consentiti in un dato intervallo di tempo. Una scelta precauzionale ma inevitabile, che però ha avuto ripercussioni immediate su tutta la rete aeroportuale nazionale, generando un effetto domino di ritardi che si è propagato nel corso della giornata. I tecnici di Enav sono rimasti al lavoro per tutta la giornata nel tentativo di ripristinare la piena funzionalità dei sistemi.

A complicare ulteriormente lo scenario è arrivato lo sciopero nazionale di 24 ore indetto dal personale EasyJet, proclamato per rivendicazioni legate a condizioni di lavoro e contrattuali. La concomitanza tra il disservizio tecnico e l’agitazione sindacale ha reso la giornata particolarmente critica, con passeggeri che si sono trovati a fronteggiare contemporaneamente due fonti di disagio distinte ma dagli effetti cumulativi sulla regolarità dei voli in partenza e in arrivo dagli scali italiani.

Gli effetti combinati del guasto Enav e dello sciopero si sono fatti sentire in modo diffuso su tutto il territorio nazionale. Torino Airport è stato tra i primi scali a segnalare ufficialmente possibili ritardi e cancellazioni, invitando i viaggiatori a controllare lo stato del proprio volo direttamente attraverso i canali della compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto, per evitare inutili attese sul posto. Un consiglio che si è rivelato prezioso per molti passeggeri, considerando la rapidità con cui la situazione è evoluta nel corso delle ore.

Anche i grandi hub del Nord Italia non sono stati risparmiati: a Malpensa e Linate sono stati registrati ritardi che in alcuni casi hanno superato le due ore, mentre a Orio al Serio i disagi si sono manifestati con cancellazioni che hanno colto di sorpresa diversi viaggiatori già in attesa all’imbarco. Situazione analoga a Roma Fiumicino, dove il principale scalo della Capitale ha visto accumularsi ritardi a catena, con conseguenze anche sui voli in coincidenza per chi doveva proseguire il viaggio verso altre destinazioni nazionali o internazionali.

Lo sciopero EasyJet, da parte sua, prevedeva fasce di garanzia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, orari durante i quali i voli dovevano comunque essere assicurati secondo quanto stabilito dalla normativa sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Al di fuori di queste finestre protette, tuttavia, numerosi voli della compagnia low cost sono stati cancellati o hanno subito pesanti ritardi, aggravando ulteriormente la pressione sugli scali già messi a dura prova dalle limitazioni imposte per il guasto tecnico.

Di fronte a una situazione di questo tipo, molti viaggiatori si sono chiesti quali diritti potessero far valere. Secondo quanto spiegato dalla società RimborsoAlVolo, specializzata in tutela dei passeggeri aerei, chi ha subito la cancellazione del proprio volo ha diritto a scegliere tra due opzioni: il rimborso integrale del biglietto oppure una soluzione alternativa che consenta comunque di raggiungere la destinazione finale, come un volo successivo operato dalla stessa compagnia o, in alcuni casi, da un vettore diverso.

Oltre a questo, la normativa europea in materia di diritti dei passeggeri prevede che, in caso di ritardi prolungati o cancellazioni, la compagnia aerea debba garantire un’assistenza minima durante l’attesa. Questo include la fornitura di pasti e bevande proporzionati al tempo di attesa, oltre all’eventuale sistemazione in albergo con relativo trasporto, qualora il disservizio comporti la necessità di un pernottamento imprevisto. Si tratta di obblighi che le compagnie sono tenute a rispettare indipendentemente dalla causa del disservizio.

Più complesso il discorso relativo alla compensazione economica aggiuntiva, quella prevista dal regolamento comunitario per i casi più gravi. Se il disservizio è legato a circostanze eccezionali, come appunto un guasto ai sistemi di controllo del traffico aereo che esula dal controllo della compagnia, l’indennizzo potrebbe non essere dovuto. Diverso il discorso per i voli coinvolti nello sciopero EasyJet: in questo caso la compensazione può spettare qualora si verifichino le condizioni previste dalla normativa, tra cui una cancellazione comunicata con breve preavviso oppure un ritardo all’arrivo pari o superiore a tre ore, sempre che non ricorrano ulteriori circostanze eccezionali che esonerino la compagnia dall’obbligo di indennizzo.