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Piemonte, 1,5 milioni di euro per orari più lunghi nei nidi comunali

La Regione Piemonte torna a investire sui servizi educativi per la prima infanzia, stanziando 1,5 milioni di euro destinati al prolungamento degli orari dei nidi comunali. La misura, giunta alla sesta edizione, punta a offrire alle famiglie piemontesi maggiore flessibilità negli orari di apertura delle strutture, senza gravare sulle tasche dei genitori con costi aggiuntivi. Settantasette Comuni sono stati inseriti nell’elenco provvisorio delle domande ammesse al finanziamento, a testimonianza di un interesse diffuso su tutto il territorio regionale.

La Regione Piemonte ha reso noto lo stanziamento di 1,5 milioni di euro, provenienti dal Fondo sociale europeo Plus, per finanziare il prolungamento dell’orario dei nidi comunali nell’anno educativo 2026-2027. Si tratta della sesta edizione di una misura che, dal 2021, sostiene i Comuni piemontesi nell’offerta di servizi educativi più flessibili, in linea con le esigenze delle famiglie che devono conciliare lavoro e cura dei figli. Il bando si inserisce all’interno del programma biennale previsto per il periodo 2026-2028.

Le risorse messe a disposizione serviranno a coprire il costo delle ore di servizio aggiuntive rispetto all’orario ordinario dei nidi. In concreto, i Comuni beneficiari potranno scegliere se estendere l’apertura delle strutture durante la settimana, attivare il servizio anche il sabato mattina, oppure garantire la disponibilità dei nidi in alcuni periodi di sospensione delle attività educative, incluse le festività natalizie. Le modalità specifiche saranno stabilite da ciascuna amministrazione comunale, in base al bando regionale.

Un aspetto centrale della misura riguarda l’assenza di costi aggiuntivi per le famiglie: l’accesso alle ore supplementari di servizio dovrà avvenire senza incrementi delle tariffe già previste. Va tuttavia sottolineato che il finanziamento non prevede la realizzazione di nuove strutture né determina automaticamente un aumento dei posti disponibili nei nidi: l’intervento riguarda esclusivamente il prolungamento dell’orario dei servizi comunali già esistenti, senza incidere sulla capienza complessiva dell’offerta educativa.

L’elenco provvisorio pubblicato dalla Regione il 30 luglio 2026 comprende 78 progetti presentati da 77 Comuni piemontesi, distribuiti in modo diseguale sul territorio. La Città metropolitana di Torino è l’area con la partecipazione più numerosa, con 21 Comuni coinvolti, tra cui Poirino, Carmagnola, Carignano e Casalborgone. Seguono la provincia di Alessandria, con 13 Comuni, e il Novarese, che ne conta 11, con la presenza di Borgomanero, Ghemme, Trecate e Romentino.

Nell’Astigiano e nel Cuneese figurano rispettivamente dieci Comuni ciascuno: tra i primi si segnalano Castelnuovo Don Bosco, Cocconato, San Damiano d’Asti e Tigliole, mentre nel Cuneese compaiono realtà come Cuneo, Bra, Fossano, Mondovì e Savigliano. Completano il quadro territoriale il Biellese, con sei Comuni, il Vercellese, con quattro (tra cui Vercelli, Gattinara, Roasio e Caresanablot), e il Verbano-Cusio-Ossola, con due soli Comuni ammessi.

Va precisato che l’inclusione nell’elenco provvisorio non fornisce ancora indicazioni sulle modalità concrete con cui ciascun Comune intende prolungare l’orario dei propri nidi. Orari, periodi interessati, criteri di accesso e modalità di iscrizione dovranno essere comunicati singolarmente dalle amministrazioni locali, una volta che l’elenco sarà reso definitivo. Un caso particolare riguarda Novi Ligure, che pur appartenendo alla provincia di Alessandria risulta associato nell’allegato regionale alla sigla “CN”, generando una discrepanza che sarà probabilmente corretta negli atti successivi.

Il programma regionale per il prolungamento dell’orario dei nidi comunali non è una novità: la misura è attiva dal 2021 e, nel corso delle edizioni precedenti, ha coinvolto oltre 350 Comuni piemontesi e 429 plessi educativi. Secondo i dati diffusi dalla Regione, gli investimenti complessivi realizzati fino ad oggi ammontano a circa otto milioni di euro, coinvolgendo più di tremila bambini e le rispettive famiglie in tutto il territorio regionale.

Con il nuovo stanziamento di 1,5 milioni di euro per l’anno educativo 2026-2027, le risorse complessive destinate dalla Regione Piemonte a questa misura dall’avvio del programma superano i nove milioni di euro. Si tratta di un impegno finanziario significativo, che testimonia la volontà dell’amministrazione regionale di consolidare nel tempo uno strumento ritenuto utile per rispondere alle esigenze di conciliazione vita-lavoro delle famiglie piemontesi.

Resta però da valutare l’effetto concreto della misura sul territorio: sarà necessario monitorare quante famiglie utilizzeranno effettivamente le ore aggiuntive di servizio, quali fasce orarie verranno privilegiate dai Comuni e per quanto tempo tali estensioni orarie saranno mantenute nel corso dell’anno educativo. Solo attraverso questi dati sarà possibile comprendere appieno l’impatto reale dell’investimento regionale sulla vita quotidiana delle famiglie piemontesi.