Home Dintorni Pino Torinese, incendio dopo lite: arrestato il figlio piromane

Pino Torinese, incendio dopo lite: arrestato il figlio piromane

Una lite familiare degenerata nel peggiore dei modi, un incendio che ha messo a rischio la vita di più persone e una fuga durata poche ore prima dell’epilogo a centinaia di chilometri di distanza. È quanto accaduto a Pino Torinese, dove un uomo di 28 anni è stato arrestato con l’accusa di aver appiccato un rogo nell’abitazione in cui viveva con i genitori. Rintracciato dai carabinieri a Genova, il giovane si trova ora nel carcere di Marassi a disposizione dell’autorità giudiziaria, accusato del grave reato di strage.

Tutto è iniziato nel primo pomeriggio di ieri, quando all’interno dell’alloggio di strada Rio Vallero 3, a Pino Torinese, è scoppiata una violenta lite familiare. Al culmine dello scontro, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 28enne avrebbe deciso di appiccare il fuoco all’abitazione dove viveva con madre e padre, dando vita a un incendio che si è rapidamente propagato negli ambienti interni della casa. Le fiamme hanno provocato ingenti danni, tanto che l’appartamento è stato successivamente dichiarato inagibile dai tecnici intervenuti sul posto.

Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per episodi di comportamento fuori controllo legati a una condizione di evidente fragilità personale, avrebbe fatto perdere le proprie tracce subito dopo l’accaduto, allontanandosi dal luogo prima ancora che si concludessero le operazioni di spegnimento. I sospetti sulla natura dolosa del rogo sono stati confermati dagli accertamenti tecnici condotti successivamente, che hanno escluso cause accidentali e hanno indirizzato le indagini verso l’ipotesi di un gesto volontario legato al conflitto familiare esploso poco prima.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco, provenienti dai distaccamenti di Chieri, Torino Lingotto, Riva presso Chieri e Torino Centrale, a testimonianza della gravità della situazione e della necessità di un intervento coordinato per domare le fiamme. L’operazione di spegnimento ha richiesto diverse ore di lavoro, considerando anche la struttura della palazzina, un edificio a un solo piano che ospita più nuclei familiari, e il rischio che l’incendio potesse estendersi ulteriormente compromettendo la sicurezza degli altri residenti.

Le conseguenze dell’incendio non si sono limitate ai soli danni materiali all’abitazione. Due anziani residenti in un altro appartamento dello stesso stabile di strada Rio Vallero 3 sono rimasti coinvolti nell’episodio, riportando una lieve intossicazione da fumo. Soccorsi tempestivamente dal personale sanitario del 118 Azienda Zero, sono stati trasportati in ambulanza presso l’ospedale di Chieri, dove sono stati sottoposti alle cure necessarie. I genitori del presunto piromane, dal canto loro, hanno dovuto lasciare temporaneamente la propria abitazione, danneggiata dalle fiamme, trasferendosi in un’altra casa già nelle loro disponibilità.

Nel frattempo, le indagini per individuare e rintracciare il responsabile dell’incendio sono state affidate ai carabinieri della compagnia di Chieri, che hanno immediatamente avviato le ricerche del 28enne scomparso subito dopo il rogo. Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti del giovane, riuscendo a seguirne le tracce fino a Genova, città dove l’uomo si era rifugiato nella speranza di far perdere le proprie tracce e sottrarsi così alle conseguenze del proprio gesto.

All’alba di oggi, 17 agosto, l’epilogo della vicenda: i carabinieri hanno individuato e bloccato il presunto piromane in piazzale Kennedy, nel capoluogo ligure, ponendo fine alla fuga durata meno di ventiquattro ore. Il 28enne è stato quindi arrestato e condotto nel carcere di Marassi, dove resterà a disposizione delle autorità giudiziarie che dovranno ora ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e valutare la posizione dell’uomo, accusato del grave reato di strage per aver messo in pericolo la vita di più persone all’interno del palazzo.