Home Carmagnola Rifiuti abbandonati lungo il Po tra Carignano e Carmagnola: degrado e indignazione

Rifiuti abbandonati lungo il Po tra Carignano e Carmagnola: degrado e indignazione

C’era un tempo in cui le rive del Po, tra Carignano e Carmagnola, rappresentavano per generazioni di piemontesi un piccolo angolo di paradiso, la cosiddetta “spiaggia” dove trascorrere pomeriggi d’estate tra picnic, tuffi e passeggiate lungo il greto del fiume. Oggi quello stesso luogo, un tempo simbolo di svago e contatto con la natura, si presenta agli occhi di chi lo visita come uno scenario desolante: cumuli di rifiuti abbandonati tra la vegetazione, bottiglie e lattine sparse ovunque, un degrado che offende non solo l’ambiente ma anche la memoria collettiva di chi in quei prati ha vissuto ricordi indimenticabili.

A riportare l’attenzione su questa triste realtà è stata una residente della zona, che armata di smartphone ha documentato con una serie di fotografie lo stato in cui versa attualmente il tratto di fiume subito dopo Carignano. Le immagini, pubblicate sui social network, mostrano un campionario desolante di immondizia: bottiglie di birra abbandonate tra l’erba, lattine arrugginite, contenitori di plastica di ogni tipo, cartacce e persino intere borse piene di rifiuti lasciate lì, come se il fiume fosse diventato il bidone della spazzatura di qualcuno.

La donna, tornata dopo diversi anni a rivedere quella che definisce “la spiaggia dei piemontesi di una volta”, non ha nascosto il proprio sconforto nel descrivere ciò che ha trovato. Nel suo racconto emerge tutta l’amarezza per un luogo che ricordava diverso, più curato, più rispettato: il gorgoglio dell’acqua, il canto del cuculo nascosto tra le piante, un’atmosfera che oggi sembra appartenere a un passato ormai lontano e irrimediabilmente perduto.

Quello che colpisce maggiormente, secondo la testimonianza diretta della residente, non è solo la spazzatura visibile a occhio nudo, ma anche quella nascosta dalla fitta vegetazione che costeggia il fiume, segno di un fenomeno che va avanti da tempo e che difficilmente viene intercettato o sanzionato. Nel suo sfogo, la donna si chiede provocatoriamente se le guardie forestali esistano ancora, sollevando implicitamente il tema dei controlli, evidentemente insufficienti a scoraggiare comportamenti tanto incivili quanto dannosi per l’ecosistema fluviale.

Le fotografie hanno scatenato un vero e proprio coro di indignazione sui social, con numerosi commenti di residenti e frequentatori abituali della zona che hanno espresso rabbia e sconcerto per lo stato di abbandono in cui versa il tratto fluviale. Nessuno, va precisato, contesta il diritto di recarsi sulle rive del Po per trascorrere una giornata all’aperto, magari organizzando un picnic in compagnia di amici o familiari: il problema, semmai, riguarda la totale mancanza di rispetto di chi, dopo essersi goduto la giornata, non si preoccupa minimamente di riportare a casa i propri rifiuti o quantomeno di smaltirli correttamente.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Circolo Il Platano di Legambiente, da anni impegnato in prima linea nella tutela di questo tratto del Po. I volontari dell’associazione ambientalista hanno confermato che la situazione nella zona del ponte sul fiume, tra Carignano e Carmagnola, è ormai da considerarsi critica, con un peggioramento che sembra ripetersi puntualmente di anno in anno nonostante gli sforzi messi in campo. Le segnalazioni agli organi competenti, hanno spiegato i rappresentanti del circolo, sono state numerose e reiterate nel tempo, ma evidentemente non sufficienti a risolvere un problema che richiederebbe un intervento più strutturato e continuativo.

Nonostante le difficoltà, Legambiente non intende arrendersi e ha annunciato che, come ogni anno, sabato 19 settembre tornerà sul posto per ripulire l’area nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Puliamo il mondo”. Un impegno che si affianca al lavoro quotidiano di sensibilizzazione ed educazione ambientale portato avanti dal circolo, che può contare sul supporto di Aree Protette Po Piemontese e della Città di Carmagnola nelle proprie iniziative. Un lavoro prezioso, quello dei volontari, che però non può da solo sopperire alla necessità di un cambiamento culturale profondo nei confronti del rispetto per l’ambiente e i beni comuni.