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Biennale Tecnologia torna a Torino con la quinta edizione

Torna a Torino uno degli appuntamenti culturali più attesi del panorama italiano dedicato al rapporto tra tecnologia e società. Biennale Tecnologia giunge alla sua quinta edizione con un programma ricchissimo, ospiti di primo piano e una domanda che risuona più attuale che mai: come può la tecnologia diventare davvero uno strumento al servizio del bene comune?

Dal 15 al 19 aprile 2025, Torino si trasforma ancora una volta nella capitale italiana del dialogo tra innovazione e cultura. Biennale Tecnologia, la manifestazione organizzata dal Politecnico di Torino, torna per la sua quinta edizione con una formula ormai consolidata ma sempre capace di sorprendere. Cinque giorni intensi, distribuiti tra mercoledì e domenica, in cui la città diventa un grande laboratorio a cielo aperto dove esperti, curiosi, studenti e professionisti si incontrano per riflettere insieme.

Il tema scelto per questa edizione è Soluzioni, una parola apparentemente semplice che nasconde in sé una complessità enorme. Al centro di tutto c’è un interrogativo fondamentale: in che modo la tecnologia può essere messa concretamente al servizio dell’interesse collettivo? Non si tratta di celebrare l’innovazione fine a se stessa, ma di interrogarsi su come essa possa rispondere ai bisogni reali delle persone, delle comunità, della società nel suo insieme. Un approccio critico e costruttivo allo stesso tempo, che è da sempre il marchio di fabbrica di questa manifestazione.

Il programma è curato da Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino, insieme a un team di co-curatori di grande spessore: Simone Arcagni, il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche (composto da Alberto Agliotti, Emiliano Audisio, Francesca Calvo, Enrica Favaro e Beatrice Mautino) e Federico Bomba di Sineglossa. Una squadra multidisciplinare che rispecchia perfettamente lo spirito della manifestazione, sintetizzato nel claim “Tech Cultures”: colmare il divario tra le scienze tecnologiche e le scienze umane, costruendo ponti tra mondi che troppo spesso si ignorano a vicenda.

Uno degli aspetti più affascinanti di Biennale Tecnologia è la sua capacità di uscire dai confini di un singolo spazio fisico per diffondersi in tutta la città. Con oltre 120 appuntamenti distribuiti nei quartieri e nelle piazze di Torino, la manifestazione riesce a raggiungere pubblici diversi, abbattendo le barriere tra accademia e vita quotidiana. Conferenze, dibattiti, installazioni, performance e incontri ravvicinati con i protagonisti dell’innovazione mondiale: c’è qualcosa per tutti, indipendentemente dal proprio background o livello di competenza tecnica.

I temi affrontati spaziano su un orizzonte vastissimo, toccando ambiti che riguardano da vicino la vita di ognuno di noi: istruzione, lavoro, economia, salute, politica, relazioni interpersonali e produzione culturale. In ciascuno di questi settori, la tecnologia sta già cambiando le regole del gioco, e Biennale Tecnologia offre gli strumenti per capire come e perché. Sono oltre 300 gli ospiti nazionali e internazionali attesi a Torino, un numero che testimonia la crescita esponenziale della manifestazione e il riconoscimento che ha saputo guadagnarsi nel tempo.

Il parterre di relatori è davvero straordinario e riflette la natura trasversale della kermesse. Si spazia dall’attore Stefano Accorsi al filosofo Maurizio Ferraris, dal matematico Marcus du Sautoy all’astronauta Maurizio Cheli, passando per voci come Paolo Benanti (teologo e consulente vaticano sull’intelligenza artificiale), Karen Hao (giornalista e ricercatrice di fama internazionale), lo scrittore Joe R. Lansdale e il comico Maccio Capatonda. Nomi come Telmo Pievani, Alessandro Vespignani, Hito Steyerl, Gustavo Zagrebelsky e molti altri completano un programma che promette di essere uno dei più vivaci e stimolanti di sempre.