C’è qualcosa di magico nel vedere un monumento iconico ricostruito mattoncino dopo mattoncino, con una precisione quasi maniacale e una cura per i dettagli che lascia senza parole. È esattamente questa la sensazione che vivono i visitatori della mostra “MONUMENTINI”, allestita presso l’Imbiancheria del Vajro di Chieri, dove le creazioni di Luca Petraglia — uno dei LEGO® Artist più talentuosi e raffinati del panorama italiano — stanno riscuotendo un successo straordinario, capace di richiamare appassionati, famiglie e curiosi da ogni angolo del territorio
I numeri parlano chiaro: nei soli primi tre weekend di apertura, la mostra ha accolto ben 1.159 visitatori, un risultato che va ben oltre le aspettative e che testimonia quanto il connubio tra arte, architettura e LEGO® sappia toccare corde profonde in un pubblico trasversale. Organizzata da Brick Expo, “MONUMENTINI” è ospitata fino a domenica 3 maggio 2026 presso la storica Imbiancheria del Vajro, una location che di per sé porta con sé una storia affascinante e una bellezza industriale tutta da scoprire.
All’interno degli spazi espositivi è possibile ammirare 25 capolavori in mattoncini, ciascuno dei quali racconta un pezzo del patrimonio architettonico italiano. Tra le opere in mostra spicca anche la riproduzione della ciminiera dell’Imbiancheria, quella stessa ciminiera che nel 2019 fu abbattuta da una violenta tromba d’aria, e che oggi rivive — almeno in miniatura — grazie alla maestria di Petraglia. Un omaggio commovente alla memoria del luogo che ospita la mostra stessa, un dialogo silenzioso tra passato e presente.
La scelta di Chieri come sede espositiva non è affatto casuale. Come ha sottolineato l’assessora alla Cultura, Eventi e Promozione del Territorio, Antonella Giordano, le installazioni di Luca Petraglia dialogheranno in modo straordinario con gli antichi strumenti di filatura conservati all’Imbiancheria del Vajro, intrecciando la storia dell’architettura italiana con la tradizione tessile chierese. Un connubio inatteso ma potentissimo, capace di generare un impatto visivo davvero sorprendente per chiunque abbia la fortuna di visitarlo.
Dietro ogni mattoncino c’è una storia, e la storia di Luca Petraglia comincia quando aveva appena 4 anni, con la sua prima confezione di LEGO®. Da quel momento in poi, la passione non si è mai spenta, anzi si è alimentata giorno dopo giorno, intrecciandosi con un amore viscerale per l’arte e l’architettura. Già da bambino si cimentava nella costruzione di chiese interamente ideate da lui, traendo ispirazione da quelle che incontrava per strada o sfogliando libri di storia dell’arte. Nato a Milano nel 1991, Petraglia ha saputo trasformare un gioco d’infanzia in una vera e propria vocazione artistica.
La svolta arriva nel 2013, quando realizza il suo primo progetto di ampio respiro: il Teatro alla Scala di Milano. È in quel momento che il mondo si accorge di avere a che fare con un artista a tutti gli effetti, non con un semplice appassionato. Da allora, utilizzando più di un milione di mattoncini LEGO®, Petraglia ha riprodotto alcuni dei monumenti più amati e riconoscibili del Belpaese: la Mole Antonelliana, la Fontana di Trevi, il Teatro San Carlo di Napoli, la Casina Vanvitelliana, il Duomo di Milano, il Ponte di Rialto, Piazza del Campidoglio e molti altri ancora. Ogni opera è il frutto di una lunga ricerca storica e di un meticoloso processo di progettazione, sempre animato da un rispetto profondo per l’architettura originale.
A rendere le sue creazioni davvero uniche non è solo la precisione tecnica, ma anche la capacità di raccontare storie. Come spiega Luca Bartolucci di Brick Expo, «ognuna delle sue opere è pensata come strumento di divulgazione culturale, capace di raccontare storia, arte e ingegneria in forma accessibile e immediata, stimolando curiosità e senso di appartenenza al patrimonio collettivo». E l’assessora Giordano aggiunge con entusiasmo che Petraglia costruisce architetture complesse, arricchendole con giochi di luce che trasformano ogni opera in una piccola scenografia. Il risultato finale è qualcosa che cattura lo sguardo e racconta il mondo con una rara combinazione di precisione e poesia, due qualità che raramente si trovano insieme con questa intensità.



