Home Dintorni Fiorentini Alimentari, la vicenda dei lavorati approda a Roma in Parlamento

Fiorentini Alimentari, la vicenda dei lavorati approda a Roma in Parlamento

Torna sotto i riflettori la vicenda dello stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello, in provincia di Torino, al centro da mesi delle segnalazioni di sindacati e organi di stampa per presunte irregolarità negli appalti e nella gestione del personale. A riaccendere l’attenzione istituzionale sul caso è ora un’interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Elisa Pirro, rivolta direttamente alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti ufficiali sulla situazione dello stabilimento piemontese.

La capogruppo M5S in commissione Bilancio al Senato ha depositato un atto di sindacato ispettivo che punta a fare piena luce sulle criticità emerse nello stabilimento di Trofarello. «Ho presentato un’interrogazione alla ministra Calderone per fare piena luce sulla situazione dello stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello, dopo le segnalazioni delle organizzazioni sindacali e degli organi di stampa», ha dichiarato Pirro in una nota diffusa nelle scorse ore, spiegando le motivazioni alla base della propria iniziativa parlamentare.

Nel testo dell’interrogazione, la senatrice chiede espressamente al Governo di verificare alcuni aspetti cruciali della vicenda: la genuinità degli appalti stipulati dall’azienda, il corretto utilizzo dello strumento della somministrazione di lavoro, l’effettiva applicazione dei contratti collettivi nazionali e, non ultimo, il rispetto delle normative vigenti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Si tratta di quattro capitoli che, secondo quanto denunciato dalle sigle sindacali, presenterebbero criticità significative all’interno dello stabilimento piemontese, tali da giustificare un intervento ispettivo del dicastero guidato da Calderone.

L’iniziativa di Pirro si inserisce in un contesto più ampio di attenzione da parte del Movimento 5 Stelle verso le condizioni lavorative nel settore agroalimentare, dove il ricorso a forme di esternalizzazione e subappalto viene spesso segnalato come possibile veicolo di pratiche elusive delle tutele contrattuali. La richiesta di chiarimenti al Governo rappresenta quindi un tentativo di ottenere risposte concrete su una vicenda che coinvolge diversi lavoratori e che, secondo la senatrice, merita un approfondimento istituzionale rigoroso.

Tra i punti più delicati sollevati nell’interrogazione figura la questione del contratto collettivo applicato ai lavoratori dello stabilimento. Secondo le denunce raccolte dalla senatrice, presso lo stabilimento sarebbe stato utilizzato il contratto Multiservizi al posto di quello specifico per l’industria alimentare, una circostanza che comporterebbe evidenti differenze in termini di retribuzioni, diritti e tutele per i dipendenti coinvolti. Si tratta di una pratica che, se confermata, configurerebbe un caso di dumping contrattuale ai danni dei lavoratori.

A questo si aggiungono le criticità registrate nei reparti produttivi durante le recenti ondate di calore che hanno interessato il territorio piemontese, momenti in cui le condizioni di lavoro sarebbero risultate particolarmente gravose per il personale impiegato. Pirro chiede inoltre al Ministero di rendere noti gli esiti delle eventuali ispezioni condotte negli ultimi tre anni presso lo stabilimento, al fine di ricostruire un quadro storico della situazione e valutare l’efficacia dei controlli già effettuati. La senatrice domanda infine quali ulteriori iniziative il dicastero intenda mettere in campo per contrastare il fenomeno del dumping contrattuale e potenziare l’attività di vigilanza sul territorio.

«È fondamentale garantire che il ricorso agli appalti non diventi uno strumento per comprimere diritti, salari e tutele. Chi lavora deve poter contare su condizioni dignitose, sulla piena applicazione dei contratti e su ambienti di lavoro sicuri», ha aggiunto la senatrice, sintetizzando così lo spirito dell’iniziativa parlamentare. Un principio che, secondo l’esponente pentastellata, dovrebbe guidare l’azione del Governo in tutti i casi analoghi che coinvolgono il ricorso a forme di lavoro esternalizzato nel settore produttivo nazionale.