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Il progetto RACINeS arriva a Kafountine in Casamance

Il progetto RACINeS continua il suo percorso in Casamance, raggiungendo questa volta il comune di Kafountine, una delle realtà più vivaci e ricche di potenziale della Bassa Casamance, in Senegal. Questa nuova tappa rappresenta un momento importante per il progetto, che punta a costruire sistemi alimentari locali più sostenibili, inclusivi e capaci di rispondere alle sfide del presente e del futuro. Con il coinvolgimento diretto delle comunità, delle istituzioni e dei produttori locali, RACINeS dimostra ancora una volta la sua vocazione profondamente partecipativa e radicata nei territori.

La delegazione del progetto RACINeS ha fatto tappa a Kafountine, comune situato nella Bassa Casamance, una regione del Senegal meridionale caratterizzata da una straordinaria biodiversità e da comunità rurali con tradizioni agricole profonde e consolidate nel tempo. La visita ha segnato l’avvio di un percorso condiviso che mira a sostenere lo sviluppo di sistemi alimentari locali più equi, resilienti e rispettosi dell’ambiente. Non si tratta di un intervento calato dall’alto, ma di un processo costruito insieme alle persone che vivono e lavorano ogni giorno in questo territorio.

La missione ha visto la partecipazione di figure chiave del progetto: il partner Associazione Renken con il suo referente Enrico Rovetto, Federico Lo Giudice in qualità di coordinatore di progetto per il Comune di Chieri, e Beatrice Ferlaino, ricercatrice dell’Università di Torino. Questa composizione multidisciplinare e istituzionale riflette l’approccio di RACINeS, che intreccia competenze tecniche, accademiche e di cooperazione internazionale per costruire interventi concreti e ben radicati nella realtà locale. La presenza di attori così diversi ha arricchito il dialogo con le comunità, portando prospettive complementari e favorendo una comprensione più profonda delle dinamiche territoriali.

Durante la visita, la delegazione ha incontrato l’amministrazione comunale di Kafountine, visitato le principali realtà produttive del territorio e avuto momenti di confronto diretto con produttori e comunità locali. Questi incontri hanno permesso di ascoltare le esigenze, le aspettative e le risorse già presenti sul territorio, elementi fondamentali per costruire un progetto che risponda davvero ai bisogni delle persone. Kafountine si conferma così una tappa strategica per RACINeS, non solo per le sue potenzialità agricole, ma anche per la disponibilità delle sue comunità a mettersi in gioco in un percorso di cambiamento condiviso.

Uno degli assi portanti del lavoro di RACINeS a Kafountine sarà l’agroecologia, intesa non solo come insieme di pratiche agricole sostenibili, ma come approccio culturale e sociale che mette al centro il rapporto tra le persone, la terra e il cibo. In un contesto come quello della Bassa Casamance, dove i sistemi agricoli tradizionali convivono con le pressioni della modernizzazione e dei cambiamenti climatici, l’agroecologia rappresenta una risposta concreta e adattabile alle sfide locali. RACINeS intende lavorare per valorizzare le conoscenze già presenti nelle comunità, integrandole con strumenti e approcci innovativi capaci di rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari locali.

Un’attenzione particolare sarà rivolta al sostegno delle donne e dei giovani, categorie spesso marginali nei processi decisionali ma centrali nella vita agricola e alimentare del territorio. Le donne, in particolare, svolgono un ruolo fondamentale nella produzione, trasformazione e commercializzazione del cibo, e il progetto intende riconoscere e potenziare questo contributo attraverso percorsi formativi, accesso a risorse e opportunità di organizzazione collettiva. Anche i giovani saranno protagonisti di questo percorso, con l’obiettivo di renderli attori attivi di uno sviluppo rurale che sia attrattivo, sostenibile e capace di offrire prospettive concrete per il futuro.

Il rafforzamento delle filiere locali e la valorizzazione delle produzioni del territorio completano il quadro degli ambiti su cui RACINeS lavorerà nei prossimi mesi. Costruire filiere più corte, trasparenti e giuste significa non solo migliorare i redditi dei produttori, ma anche garantire alle comunità un accesso più diretto a cibo di qualità, riducendo la dipendenza da mercati esterni spesso poco stabili. La visita a Kafountine ha già fatto emergere spunti preziosi e idee concrete su cui lavorare, e i prossimi mesi saranno dedicati a trasformare queste intuizioni in azioni reali, costruite insieme alle persone che animano ogni giorno questo straordinario territorio.

La tappa di Kafountine rappresenta un nuovo capitolo significativo nella storia del progetto RACINeS, che continua a tessere relazioni, ascoltare comunità e costruire ponti tra realtà lontane ma unite da una visione comune: quella di sistemi alimentari più giusti, sostenibili e capaci di mettere al centro le persone. Il cammino è ancora lungo, ma ogni incontro, ogni dialogo e ogni visita sul campo avvicina il progetto ai suoi obiettivi.