La città di Chieri si trova a fare i conti con una notizia tutt’altro che positiva: il progetto della nuova piscina comunale non potrà andare avanti. Dopo mesi di lavoro, verifiche tecniche e speranze da parte dell’amministrazione e dei cittadini, l’iter si è fermato davanti a un ostacolo insormontabile — un aumento dei costi fuori controllo che ha reso impossibile procedere con l’appalto. Una vicenda che lascia l’amaro in bocca, ma che potrebbe aprire la strada a soluzioni alternative.
Il sindaco Alessandro Sicchiero e il vice sindaco Roberto Quattrocolo non nascondono la loro delusione. «Siamo delusi e amareggiati per l’esito negativo della verifica del progetto esecutivo della nuova piscina», dichiarano apertamente, dopo aver ricevuto il parere dell’organismo terzo incaricato di controllare la solidità del progetto prima dell’avvio della gara d’appalto. Una verifica obbligatoria per legge, pensata proprio per accertare che tutto sia in regola prima di mettere mano ai lavori, ma che in questo caso ha restituito un verdetto negativo.
Il problema principale è di natura economica, e non di poco conto. Il quadro dei costi è lievitato in modo insostenibile: circa un milione e 100mila euro in più rispetto ai 7 milioni inizialmente previsti, portando il totale a sfiorare gli 8 milioni e 100mila euro. Una cifra che, oltre a stravolgere i piani dell’amministrazione, ha fatto scattare automaticamente l’obbligo di indire una procedura aperta europea per l’affidamento dei lavori — con tutto ciò che ne consegue in termini di tempi e complessità burocratica.
A rendere ancora più complicata la situazione ci sono le rigide tempistiche legate al finanziamento. Su 7 milioni di investimento complessivo, ben 2 milioni e 800mila euro erano coperti da un mutuo a interesse zero concesso dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC). Un’agevolazione preziosa, ma vincolata a scadenze precise e inderogabili: consegna del cantiere entro la metà di dicembre 2026 e conclusione dei lavori entro dicembre 2028. Con i tempi allungati da una gara europea e un progetto da rivedere, rispettare quelle scadenze è diventato praticamente impossibile.
Per capire come si è arrivati a questo punto, bisogna ripercorrere la cronologia degli eventi. A giugno 2025 era stata affidata a uno studio di professionisti la redazione del progetto esecutivo, e il mese successivo era stato nominato un organismo indipendente per la verifica e la validazione dello stesso. In quel momento sembrava tutto sotto controllo: i ruoli erano assegnati, i costi definiti, le scadenze chiare. Nove mesi fa, insomma, il progetto sembrava avere tutte le carte in regola per andare avanti.
Le difficoltà, però, hanno iniziato a emergere durante le fasi di verifica. Nel dicembre 2025, le criticità riscontrate avevano già spinto l’amministrazione a chiedere — e ottenere — una proroga dall’ICSC per lo spostamento dei termini di avvio dei lavori, originariamente fissati entro la metà di quel mese. Una boccata d’ossigeno che aveva permesso di mantenere l’agevolazione dell’interesse zero sul mutuo, ma che non ha risolto i problemi di fondo. Col nuovo anno, la trasmissione del progetto esecutivo definitivo ha fatto emergere in tutta la loro portata i numeri fuori budget, rendendo evidente che la strada intrapresa non era più percorribile.
L’assessora ai Lavori pubblici Daniela Sabena, insieme ai colleghi di giunta, sottolinea che qualche imprevisto era stato messo in conto, ma non certo di questa entità. «Avevamo messo in conto che potessero sopraggiungere dei costi ulteriori in fase di realizzazione, ma qui siamo di fronte a una cifra che, ancor prima di iniziare, va oltre qualsiasi realistica previsione», spiegano. E aggiungono che proseguire in queste condizioni, rischiando di perdere le agevolazioni dell’ICSC e di gravare ulteriormente sul bilancio comunale, sarebbe stato semplicemente irresponsabile nei confronti dei cittadini.
L’amministrazione, pur con tutta la buona volontà e i tentativi messi in campo — dalla riduzione del progetto originario alla proroga ottenuta dall’ICSC — si è trovata davanti a un muro invalicabile. Ma la parola fine non è ancora stata scritta. Il sindaco Sicchiero e il vice sindaco Quattrocolo sono chiari: il dossier piscina non si chiude, si azzera e si riparte.




