La vertenza Petronas si è finalmente chiusa con un accordo importante, frutto di un lungo anno di trattative tra l’azienda e le principali sigle sindacali. Sessanta uscite incentivate entro la fine del 2026: questo è il risultato raggiunto al tavolo dell’Unione Industriali di Torino, un’intesa che ha permesso di ridurre significativamente il numero iniziale di esuberi dichiarati dall’azienda e di tutelare i lavoratori degli stabilimenti piemontesi.
La firma apposta presso l’Unione Industriali di Torino rappresenta il punto d’arrivo di una vertenza complessa e durata circa un anno. A siglare l’accordo sono stati i rappresentanti di Uilm, Fim e Fiom insieme alla direzione di Petronas, dopo che la scadenza della commessa Selenia aveva aperto una fase di forte incertezza per i lavoratori degli impianti piemontesi. L’azienda aveva inizialmente dichiarato 70 esuberi, un numero che grazie al negoziato è stato ridotto a 60 uscite volontarie incentivate, da realizzarsi entro la fine del 2026.
Le uscite previste dall’accordo sono pensate principalmente per quei lavoratori che si trovano in prossimità del raggiungimento dei requisiti pensionistici. Il meccanismo messo in campo combina un incentivo economico con un periodo di ammortizzatori sociali, offrendo così una via d’uscita dignitosa e volontaria per chi è nelle condizioni di accedervi. Si tratta di uno strumento che, nella sua struttura, cerca di contemperare le esigenze di riduzione dei costi dell’azienda con la necessità di non lasciare nessuno senza tutele adeguate.
Vito Benevento, segretario organizzativo della Uilm Torino, ha commentato positivamente l’esito della trattativa: “La vertenza Petronas, protrattasi per un anno e caratterizzata da notevoli complessità, si è conclusa nel miglior modo possibile”. Il sindacalista ha sottolineato come l’accordo rappresenti un risultato concreto per i lavoratori, ottenuto attraverso un dialogo serrato e non privo di difficoltà. La Uilm ha annunciato che continuerà a monitorare l’andamento delle uscite per garantire che i livelli occupazionali degli stabilimenti rimangano stabili nel tempo.
Negli stabilimenti di Villastellone e Santena sono attualmente occupati circa 470 lavoratori, una realtà produttiva di rilievo per il territorio torinese. L’accordo firmato ieri mira a preservare questa base occupazionale, evitando che la perdita della commessa Selenia si traducesse in un ridimensionamento drastico e non governato della forza lavoro. Il risultato ottenuto al tavolo delle trattative è dunque considerato un punto di equilibrio tra le esigenze industriali e quelle sociali.
Resta però aperta una questione che i sindacati intendono affrontare con urgenza: la stabilizzazione dei circa 30 lavoratori interinali ancora impiegati negli stabilimenti, tra operai e impiegati. Le organizzazioni sindacali hanno esplicitamente chiesto all’azienda di affrontare questo capitolo al più presto, ritenendo che non sia accettabile lasciare in una condizione di precarietà prolungata chi ha contribuito alla produzione negli ultimi mesi. Si tratta di un nodo che l’accordo attuale non ha sciolto del tutto, ma che rimane all’ordine del giorno del confronto tra le parti.
Sul fronte delle prospettive future, Benevento ha auspicato che Petronas possa acquisire nuovi clienti, generando così nuove opportunità occupazionali e favorendo un ricambio generazionale all’interno dell’organico. Il sindacato ha anche annunciato che vigilerà sugli investimenti destinati al polo produttivo torinese, per garantirne la continuità e la crescita nel medio e lungo periodo.



