Home Dintorni Villastellone, 120 multe e guerra ai rifiuti abbandonati

Villastellone, 120 multe e guerra ai rifiuti abbandonati

Villastellone si trova a fare i conti con una sfida sempre più complessa sul fronte della sicurezza urbana e del rispetto dell’ambiente. Il bilancio 2025 della polizia locale del piccolo comune piemontese racconta una realtà fatta di impegno quotidiano, risorse limitate e un territorio che richiede attenzione su più fronti contemporaneamente. Dalle sanzioni al codice della strada alla lotta all’abbandono dei rifiuti, passando per la gestione di emergenze di ogni tipo: ecco cosa ha significato un anno di lavoro per il comando di Gianclaudio Mairone.

Il 2025 della polizia locale di Villastellone si chiude con un bilancio che racconta tanto della vita di un piccolo comune: circa 120 sanzioni elevate, la maggior parte legate a violazioni del codice della strada come i divieti di sosta e il mancato utilizzo del disco orario. «Le sanzioni sono in linea con gli anni scorsi», spiega il comandante Gianclaudio Mairone, a sottolineare come il trend sia stabile ma il lavoro tutt’altro che diminuito. Un numero che, visto dall’esterno, potrebbe sembrare modesto, ma che va letto nel contesto di un corpo ridotto all’osso, dove ogni agente è chiamato a coprire mansioni che vanno ben oltre il semplice pattugliamento stradale.

Il vero nervo scoperto del territorio rimane però l’abbandono dei rifiuti, un fenomeno che non accenna a diminuire e che assorbe energie preziose. Nel corso dell’anno sono arrivate ben 58 segnalazioni, concentrate soprattutto nell’area industriale e lungo le strade di campagna che costeggiano il comune. Ogni segnalazione si traduce in un sopralluogo: i vigili setacciano la zona alla ricerca di indizi che possano ricondurre agli autori del gesto, valutano la natura dei rifiuti e stabiliscono se sia necessario l’intervento di una ditta specializzata per la bonifica. Un lavoro certosino e spesso frustrante, che richiede tempo e risorse che scarseggiano.

In totale, gli interventi registrati nel 2025 sono stati 317, un numero che da solo rende l’idea dell’intensità dell’anno appena trascorso. Tra questi si contano la gestione dell’incendio nella zona industriale nord, la rilevazione di sette incidenti stradali e sette interventi nelle scuole per la presenza di nidi di vespe o calabroni, sempre con il supporto dei vigili del fuoco. A tutto questo si aggiunge la gestione dei conflitti legati ai cani liberi o molesti, la lotta alla presenza di topi, blatte e insetti nei plessi scolastici e in diverse zone del paese: problematiche apparentemente minori, ma che richiedono attenzione, coordinamento e tempo da sottrarre ad altre attività.

Uno degli aspetti più critici evidenziati dal comandante Mairone riguarda proprio la riduzione dei pattugliamenti, un trend che va avanti ormai da quattro anni. La svolta è arrivata quando la polizia locale ha assunto in carico anche i compiti di polizia ambientale: da quel momento, le uscite sul territorio si sono inevitabilmente diradate. Non è una scelta, ma una necessità dettata da un organico che conta sull’agente Domenico Desole a tempo pieno, su Anna Chiesa in part time e sul messo comunale. In questo scenario, anche il velox è sparito dalle strade villastellonesi da diversi anni, semplicemente perché non ci sono le risorse umane per gestirlo in modo continuativo e corretto.

A pesare ulteriormente sull’operatività del corpo è il carico di lavoro burocratico e amministrativo che si accumula quotidianamente in ufficio. Nel 2025 sono state adottate ben 101 ordinanze, è stato seguito un caso di abuso edilizio e si è monitorata la rimozione dell’amianto dopo una segnalazione pervenuta al Comune. Ogni pratica richiede istruttoria, documentazione, sopralluoghi e follow-up: attività necessarie e imprescindibili, ma che sottraggono ore preziose al presidio del territorio. È il paradosso di molti piccoli comuni italiani, dove la polizia locale è chiamata a fare tutto con pochissimo.

Guardando al futuro, però, l’amministrazione comunale sembra intenzionata a investire in strumenti che possano moltiplicare l’efficacia del corpo anche in assenza fisica degli agenti. Per il 2026, uno degli obiettivi prioritari è il potenziamento del sistema di videosorveglianza: con l’approvazione del conto consuntivo del 2025, il Comune potrà stanziare le risorse necessarie per installare nuove telecamere in nove aree sensibili del territorio. Si tratta del cimitero, del parco della piazzetta accanto alle scuole medie, dell’ingresso di via Mulino, della strettoia sulla provinciale 122 nei pressi della parrocchia, del passaggio ferroviario di via Vallongo, di via Rezia, della piazzetta Luigi Olivero, del Parco del Levà e di corso Europa, dove si trova il campetto da calcio. La Giunta stabilirà le priorità in base alle risorse disponibili, ma la direzione è chiara: più occhi sul territorio per compensare la carenza di presenze fisiche.