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Pedaggio A6 Carmagnola, discussione rinviata in Regione

A Carmagnola la questione del pedaggio autostradale sulla A6, tratto che collega la città al capoluogo piemontese, continua a far discutere e a dividere la politica locale. Dopo settimane di polemiche e botta e risposta tra maggioranza e minoranza, il Consiglio comunale ha bocciato la mozione che chiedeva un sostegno formale all’abolizione del casello, lasciando aperto un fronte che promette ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

La proposta di sostenere l’abolizione del pedaggio autostradale tra Carmagnola e Torino è per ora rimasta lettera morta. L’Ordine del Giorno presentato da Fabrizio Ricca, consigliere regionale della Lega, non è stato nemmeno votato nella seduta di ieri a causa della mancanza del numero legale in Aula, circostanza che ha di fatto rinviato tutto alla prossima settimana. Nel frattempo, però, il Consiglio comunale carmagnolese ha affrontato un documento parallelo, presentato dai gruppi di minoranza senza alcun riferimento diretto ai simboli di partito, che chiedeva alla sindaca e alla Giunta di appoggiare apertamente l’iniziativa per la gratuità del tratto autostradale.

L’obiettivo dichiarato della mozione era duplice: da un lato favorire un maggiore utilizzo dell’autostrada da parte degli automobilisti, dall’altro alleggerire il traffico di attraversamento che da decenni interessa il centro cittadino. Il documento richiamava esplicitamente la proposta del capogruppo leghista in Regione, sollecitando un intervento affinché la Regione stessa si attivasse per la rimozione del pedaggio al casello di Carmagnola, individuata come soluzione temporanea in attesa della realizzazione della tanto attesa tangenziale. La mozione chiedeva inoltre di accelerare l’iter del primo lotto della Bretella Est, opera già progettata e inserita nel piano economico-finanziario di Autostrada dei Fiori, ma ancora bloccata in attesa del via libera ministeriale.

Alla fine la mozione è stata respinta dal Consiglio comunale, con il centrodestra compatto nel voto contrario. A spiegare la posizione della maggioranza è stato il consigliere leghista Marco Degl’Innocenti, che ha tenuto a precisare come il no non fosse rivolto alla battaglia in sé, portata avanti proprio dalla Lega nelle sedi competenti. «Non votiamo contro una battaglia che proprio la Lega ha portato negli organi competenti, ma siamo contrari a questa mozione perché è un esercizio di opportunismo politico da parte delle minoranze, che prima avevano deriso la proposta di Ricca e ora cercano di saltare sul carro», ha dichiarato il consigliere, lasciando intendere un certo risentimento per quello che ritiene un cambio di rotta opportunistico da parte degli oppositori.

Di tutt’altro tono le parole del capogruppo di Azione, Roberto Frappampina, primo firmatario della mozione bocciata, che non ha nascosto una certa delusione per l’esito del voto. «Non nego di aver pensato che fosse una proposta elettorale, ma tifo in ogni caso per qualsiasi proposta che vada a favore della mia città», ha affermato il consigliere centrista, cercando di smarcarsi dalle accuse di strumentalizzazione politica. Frappampina ha inoltre ricordato un dettaglio non secondario: il partito di Calenda, in Regione, fa parte della maggioranza che sostiene la Giunta, e per questo è atteso un voto favorevole proprio sulla proposta Ricca quando questa tornerà in discussione.