Home Cambiano Cambiano, Gavinelli chiude sei anni di arte in biblioteca

Cambiano, Gavinelli chiude sei anni di arte in biblioteca

Si è chiusa in bellezza, con i colori e le suggestioni di Gianfranco Gavinelli, una delle stagioni culturali più longeve e sentite della provincia torinese. La Biblioteca Civica di Cambiano ha infatti inaugurato “Le mie visioni, forme di libertà”, mostra personale che segna la conclusione simbolica de “La lunga stagione dell’Arte cambianese 2020-2026”, un percorso espositivo che per sei anni ha trasformato il piccolo comune in un punto di riferimento artistico per tutto il territorio.

L’inaugurazione ha richiamato un pubblico numeroso e attento, segno di come negli anni la Biblioteca Civica si sia guadagnata un ruolo centrale nella vita culturale cambianese, diventando molto più di un semplice spazio di consultazione libraria. Gianfranco Gavinelli presenta al pubblico una raccolta di opere che esplorano il concetto di libertà attraverso forme e visioni personali, frutto di una ricerca artistica che l’autore condivide ora con la comunità. La mostra, visitabile fino al 19 novembre negli orari di apertura della biblioteca, sarà anche l’occasione per un coinvolgimento diretto delle nuove generazioni: come da consuetudine ormai consolidata negli anni, alcune classi delle scuole cambianesi parteciperanno a laboratori artistici guidati personalmente dall’artista, un’opportunità preziosa per avvicinare i più giovani al linguaggio creativo e sperimentare in prima persona diverse forme di espressione.

Guardando indietro, il bilancio di questi sei anni appare di tutto rispetto: la rassegna, curata da Daniela Miron in collaborazione con la Biblioteca Civica e Santina Barbera, ha ospitato circa novanta artisti, mettendo insieme nomi già affermati nel panorama artistico e giovani talenti alla loro prima esperienza espositiva, in un dialogo continuo tra esposizioni personali e collettive che ha arricchito il calendario culturale cittadino. Non si è trattato soltanto di un’iniziativa espositiva fine a sé stessa, ma di un vero progetto di comunità capace di attirare visitatori non solo da Cambiano ma da Torino e da tutta la provincia, molti dei quali hanno scoperto per la prima volta il paese proprio grazie al richiamo dell’arte. Questo percorso ha quindi contribuito in modo concreto a costruire un’identità culturale per Cambiano, dimostrando come un piccolo centro possa diventare, con continuità e visione, un polo capace di generare interesse e partecipazione ben oltre i propri confini territoriali.