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Piemonte, niente stop ai diesel Euro 5: piano alternativo da 43 mln di euro

Il Piemonte cambia rotta sulla mobilità sostenibile. Con un voto dell’assemblea legislativa regionale, a fine luglio 2026, è stata approvata a maggioranza la delibera che aggiorna il Piano regionale di qualità dell’aria (PRQA), scongiurando così il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 che sarebbe dovuto scattare da ottobre dello stesso anno. La decisione, che comporta una variazione di spesa superiore a 43 milioni di euro, evita una misura che avrebbe colpito centinaia di migliaia di automobilisti e migliaia di lavoratori che utilizzano mezzi commerciali diesel. Al suo posto, la Regione ha scelto di puntare su un pacchetto di interventi alternativi, definiti “strutturali e innovativi”, capaci di garantire risultati ambientali equivalenti senza penalizzare famiglie e imprese.

La svolta arriva dopo mesi di lavoro tecnico e confronto istituzionale, che ha coinvolto Arpa Piemonte, il Politecnico di Torino e numerosi esperti del settore ambientale. Il risultato è un Piano che, pur mantenendo l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti in linea con i parametri europei, rinuncia allo strumento del divieto generalizzato di circolazione per i veicoli diesel Euro 5. Una misura che, secondo le stime regionali, avrebbe interessato oltre 300mila veicoli, tra cui circa 40mila mezzi utilizzati per il lavoro quotidiano.

Il blocco, originariamente previsto per ottobre 2026, avrebbe rappresentato un duro colpo per artigiani, piccole imprese e famiglie che non avevano ancora potuto sostituire il proprio veicolo con uno a minori emissioni. La Regione ha scelto quindi di non chiedere proroghe o deroghe formali all’Unione Europea, ma di ripensare completamente la strategia, individuando misure alternative che potessero garantire lo stesso impatto positivo sulla qualità dell’aria senza gravare sulle tasche dei cittadini più fragili.

Il documento approvato prevede una variazione di spesa di oltre 43 milioni di euro, destinati a finanziare l’insieme delle azioni sostitutive al blocco. Si tratta di una cifra significativa, che testimonia l’impegno della Regione nel voler dimostrare, dati alla mano, che è possibile perseguire obiettivi ambientali ambiziosi senza ricorrere a misure punitive nei confronti della mobilità privata, spesso l’unica opzione disponibile per chi vive in aree periferiche o montane scarsamente servite dal trasporto pubblico. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha commentato con soddisfazione l’approvazione del Piano poco prima della votazione finale in aula. “Desidero ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo percorso: istituzioni, tecnici, esperti, Arpa Piemonte, il Politecnico e tutti gli attori coinvolti nel lavoro che ha portato alla definizione di questo Piano per la qualità dell’aria”, ha dichiarato Cirio, sottolineando come il documento si fondi su basi scientifiche solide e sia stato validato dall’agenzia regionale per la protezione ambientale.

Cirio ha voluto chiarire un punto politicamente rilevante: “Non abbiamo chiesto proroghe né deroghe, ma abbiamo scelto quali misure adottare per raggiungere il risultato, e rispettare i parametri dell’Europa, senza penalizzare cittadini e imprese bloccando le auto”. Una precisazione importante, che distingue la scelta piemontese da altri approcci regionali basati su richieste di eccezioni temporanee alle normative europee sulla qualità dell’aria, scelta che invece punta su un cambio strutturale delle politiche ambientali.

Il presidente ha poi ribadito la sua visione più ampia sul tema della transizione ecologica: “L’automobile non può essere considerata l’unica responsabile dei problemi ambientali” e per questo, ha aggiunto, “non sarebbe stato giusto bloccare oltre 300mila veicoli Euro 5, tra cui circa 40mila mezzi di lavoro”. Cirio ha concluso rimarcando come l’obiettivo di ridurre le emissioni e tutelare la qualità dell’aria debba essere raggiunto “con misure alternative al blocco degli Euro 5”, nella convinzione che “la transizione ecologica sia una sfida necessaria, ma non possa ricadere sulle spalle delle famiglie più fragili e dei ceti meno abbienti”.

Tra le misure concrete individuate dal nuovo Piano spiccano gli incentivi all’utilizzo dei biocarburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), destinati sia al trasporto pubblico locale sia ai veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6 privati. Questa soluzione, spiega la Regione in una nota ufficiale, “consente una significativa riduzione delle emissioni climalteranti e degli inquinanti locali senza richiedere la sostituzione immediata del parco veicolare esistente”, rappresentando quindi un compromesso efficace tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica per i cittadini. Il piano punta inoltre a rafforzare gli investimenti nella mobilità sostenibile, con il potenziamento del trasporto pubblico, delle infrastrutture ciclabili e dei sistemi di mobilità condivisa. Particolare rilievo viene dato alla digitalizzazione della mobilità urbana, attraverso l’impiego di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale capaci di ottimizzare i flussi di traffico e ridurre la congestione, uno dei principali fattori che contribuiscono all’inquinamento nelle aree metropolitane come Torino. Tra gli interventi più innovativi figurano anche sistemi avanzati di filtrazione dell’aria nelle zone più esposte agli inquinanti e l’utilizzo di rivestimenti fotocatalitici per edifici e infrastrutture urbane, materiali capaci di contribuire alla degradazione di alcune sostanze inquinanti grazie all’azione della luce solare.