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Pino Torinese cerca storie e ricordi per un libro

Tutto nasce da un’idea semplice : lasciare che sia la gente comune a raccontare il proprio territorio. Il progetto si chiama “PINO TORINESE stories” ed è promosso dall’Associazione Ponti di Parole, una realtà che da anni lavora per valorizzare la memoria collettiva dei luoghi attraverso la scrittura condivisa. Non si tratta di un’opera affidata a un singolo autore o a una penna esperta, ma di un volume che prende forma grazie ai contributi di cittadine e cittadini disposti a mettere nero su bianco un pezzo della propria esperienza legata a questo angolo di Piemonte.

Il libro verrà pubblicato da Graphot, casa editrice torinese con una lunga tradizione nel racconto del territorio, e si inserisce all’interno della collana “Stories”, che conta già 11 volumi dedicati a luoghi distribuiti tra Piemonte, Liguria e Sardegna. Un progetto editoriale che ha già dimostrato di saper toccare le corde giuste, trasformando comunità locali in narratori di se stesse. Ogni volume è uno specchio autentico, non patinato, capace di restituire l’identità profonda di un posto attraverso le parole di chi ci vive.

L’obiettivo dichiarato è bello nella sua semplicità: creare insieme un ritratto autentico di Pino Torinese, della sua memoria, delle sue contraddizioni, delle sue bellezze e delle sue piccole grandi storie quotidiane. Non una guida turistica, non una monografia storica, ma qualcosa di più vivo e pulsante. Un mosaico di voci che, messe insieme, restituiscano l’anima vera del paese. Un’operazione culturale che vale la pena sostenere, anche solo per il gusto di sapere che la propria storia ha trovato un posto nel mondo.

Partecipare è più semplice di quanto si pensi. Se hai un ricordo legato a Pino Torinese — un aneddoto d’infanzia, una storia di famiglia, un episodio curioso, un luogo del cuore, una persona che ha lasciato il segno — puoi contribuire inviando un testo di circa 5.000 battute entro il 30 giugno. Non è necessario essere scrittori professionisti o avere una formazione letteraria: ciò che conta è l’autenticità, la sincerità, il desiderio di condividere qualcosa che appartiene a te e, allo stesso tempo, a tutti.

Insieme al testo è possibile allegare anche una fotografia, del tutto facoltativa, che aiuti a dare un volto visivo al racconto. Può essere uno scatto recente o una vecchia foto ingiallita tirata fuori da un cassetto, l’importante è che abbia un legame con la storia che si vuole raccontare. I contributi vanno inviati a due indirizzi email: graphot@graphot.com e pontidiparole.to@gmail.com.