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ReciprocaMensa Santena: cinque anni di solidarietà e impegno

Nel cuore del Piemonte, tra le colline del Chierese e le terre storicamente legate a Camillo Cavour, cresce e si consolida una realtà di volontariato che ha trasformato la solidarietà in un impegno quotidiano concreto. ReciprocaMensa Santena festeggia nel 2025 cinque anni di attività nella città di Santena, un traguardo che racconta non solo di pasti distribuiti e tonnellate di cibo recuperate, ma soprattutto di persone che hanno scelto di mettersi al servizio della comunità. Una storia che vale la pena raccontare, fatta di numeri importanti e di umanità ancora più importante.

ReciprocaMensa nasce ufficialmente nel 2016 a Chieri, con una missione precisa e profondamente umana: tendere una mano a chi fatica a stare al passo con gli altri, sia per ragioni economiche che per difficoltà di integrazione sociale. L’associazione, gestita interamente da volontari, si è occupata fin dall’inizio della mensa sociale della città di Chieri, costruendo nel tempo un modello virtuoso di aiuto reciproco che va ben oltre la semplice distribuzione di cibo. Il nome stesso, ReciprocaMensa, evoca un concetto di scambio e di mutualità che è il cuore pulsante di tutto ciò che l’associazione fa ogni giorno.

Grazie all’impegno e alla dedizione di tanti volontari, il progetto è riuscito ad espandersi oltre i confini di Chieri, raggiungendo Santena nel 2020. La città di Cavour, come viene spesso chiamata in onore del celebre statista che qui nacque e visse, ha accolto questa nuova realtà con calore, e da allora la sede di via Principe Amedeo 49 è diventata un punto di riferimento fondamentale per le famiglie e le persone in difficoltà del territorio. Il referente locale, Mauro Sensi, ha saputo costruire attorno a sé una rete di volontari appassionati e motivati, capaci di far crescere l’associazione in modo costante e significativo.

Il legame tra ReciprocaMensa e Santena si è rafforzato nel tempo anche grazie alla partecipazione attiva alle iniziative cittadine. Un esempio concreto è la presenza dei volontari alla Sagra dell’asparago di Santena del 2026, dove l’associazione ha allestito un gazebo informativo per raccontare le proprie attività, raccogliere fondi e far conoscere i servizi offerti ai santenesi meno abbienti. Momenti come questi sono preziosi perché permettono all’associazione di uscire dalla propria sede, di dialogare con la comunità e di ricordare a tutti che la solidarietà non è un atto straordinario, ma qualcosa che può e deve far parte della vita di ogni giorno.

I numeri del primo anno di attività a Santena parlano già da soli di un impatto significativo sul territorio. Nel 2020, ReciprocaMensa Santena ha recuperato e distribuito ben 2.400 pasti, con un totale di 25 tonnellate di cibo portate sulle tavole di 160 persone che altrimenti avrebbero avuto serie difficoltà ad arrivare a fine mese. A rendere possibile tutto questo è stato un gruppo iniziale di 15 volontari che, con straordinaria generosità, hanno messo a disposizione della comunità ben 4.500 ore del loro tempo. Un risultato notevole per un’associazione al suo primo anno di attività in una nuova città.

Cinque anni dopo, il salto in avanti è evidente e racconta di una crescita che non è solo quantitativa, ma anche qualitativa. Nel 2025, i pasti recuperati e distribuiti sono saliti a 4.000, le tonnellate di cibo distribuite hanno raggiunto quota 53 e le persone supportate sono diventate 185. Ma il dato forse più significativo di tutti riguarda i volontari: dai 15 del 2020 si è arrivati a ben 55 persone nel 2025, molte delle quali santenesi ma non solo, con alcuni volontari che arrivano ogni settimana dai Comuni limitrofi pur di dare il proprio contributo. Le ore di servizio totali hanno toccato le 13.000 unità annue, un numero che dà la misura concreta dell’impegno profuso.

A rendere ancora più ricco il bilancio del 2025 c’è anche un’importante attività formativa che dimostra come ReciprocaMensa Santena non si limiti ad agire sul presente, ma investa anche nel futuro. I volontari hanno dedicato 60 ore alla formazione nelle scuole, coinvolgendo 212 studenti dell’Istituto comprensivo cittadino nell’ambito dei progetti Passaporto del buon cittadino e Carta d’imbarco del buon cittadino. Un’iniziativa che porta i valori della solidarietà, del rispetto e della cittadinanza attiva direttamente tra i banchi di scuola, seminando nei ragazzi di oggi la consapevolezza che essere parte di una comunità significa anche prendersi cura di chi è più vulnerabile.