Il malcontento dei residenti si è concentrato con forza sui nuovi cartelli di divieto di sosta comparsi lungo via Cavalieri di Vittorio Veneto a Chieri, nel tratto compreso tra l’incrocio con via degli Olmi e la parte alta della salita. Quello che fino a ieri era un angolo di strada dove parcheggiare era del tutto normale e consentito — precisamente lungo il lato della siepe del condominio — è diventato oggi una zona interdetta, svuotata di ogni possibilità di sosta.
A pagare il prezzo più alto di questa nuova disposizione sono soprattutto coloro che non dispongono di un garage privato o di un box auto, e che fino ad oggi si affidavano proprio a quei posti lungo la siepe per lasciare il proprio veicolo. Ma non si tratta solo di chi parcheggia abitualmente: anche le soste brevi, quelle di pochi minuti necessarie magari per scaricare la spesa o accompagnare un anziano, sono diventate improvvisamente un problema. Situazioni ordinarie della vita di tutti i giorni che ora richiedono piccole acrobazie logistiche, con tutto lo stress che ne consegue.
Ciò che rende la vicenda ancora più difficile da digerire per gli abitanti è la natura stessa della via in questione. Via Cavalieri di Vittorio Veneto non è un’arteria ad alto scorrimento, non è una strada trafficata né particolarmente problematica dal punto di vista della circolazione. I residenti la descrivono come una via tranquilla, di quartiere, dove la presenza delle auto in sosta non ha mai rappresentato un ostacolo reale alla viabilità. Per questo motivo, il provvedimento viene percepito come eccessivamente punitivo e, soprattutto, privo di qualsiasi senso pratico.
Di fronte a questo scenario, il quartiere non è rimasto in silenzio. Si è andata formando spontaneamente una mobilitazione locale, fatta di confronti tra vicini, raccolte di firme e richieste formali di spiegazioni all’amministrazione comunale. L’obiettivo è chiaro: ottenere risposte trasparenti su una decisione che, fino ad oggi, non è stata accompagnata da alcuna comunicazione ufficiale che ne illustrasse le motivazioni. I cittadini vogliono capire perché, da un giorno all’altro, uno spazio che usavano liberamente è stato loro sottratto.
Il nodo centrale della questione è proprio l’assenza di qualsiasi chiarimento da parte del comune. Non sono state rese note le ragioni viabilistiche o di sicurezza che avrebbero spinto all’installazione della nuova segnaletica. Non è stato comunicato se esistano criticità specifiche legate a quel tratto di strada. E, soprattutto, non sono state indicate aree di parcheggio alternative dove i residenti possano dirigersi per compensare la perdita dei posti auto. Un silenzio istituzionale che alimenta frustrazione e senso di abbandono tra chi abita il quartiere.
Quello che i residenti chiedono, in fondo, non è uno scontro, ma un dialogo. Un tavolo di confronto in cui l’amministrazione spieghi le proprie ragioni e ascolti quelle dei cittadini, cercando insieme una soluzione equilibrata che non penalizzi la vita quotidiana di chi vive in quella zona.




