Home Dintorni Truffa del finto maresciallo: arrestato 24enne a Trofarello

Truffa del finto maresciallo: arrestato 24enne a Trofarello

Le truffe agli anziani continuano a rappresentare uno dei fenomeni criminali più insidiosi e diffusi nel nostro paese. Dietro schemi apparentemente semplici si nascondono organizzazioni ben strutturate, capaci di colpire le persone più vulnerabili con freddezza e determinazione. L’episodio avvenuto a Cortazzone, nell’Astigiano, lo scorso 31 marzo 2026, ne è l’ennesima dimostrazione: una donna di 73 anni è stata raggirata con il classico metodo del “finto maresciallo”, perdendo i propri gioielli di famiglia prima che l’intervento tempestivo dei carabinieri permettesse di arrestare uno degli autori e restituire il maltolto alla vittima.

Il meccanismo alla base di questa tipologia di truffa è tanto semplice quanto efficace, e purtroppo continua a mietere vittime in tutta Italia. Tutto inizia con una telefonata, apparentemente del tutto ordinaria, che arriva nelle ore centrali della giornata, spesso a pranzo, quando l’anziano è in casa da solo. Dall’altro capo del filo si presenta una voce autorevole, quella di un sedicente militare dell’Arma dei Carabinieri, capace di instillare paura e senso di urgenza nel giro di pochi minuti.

Nel caso di Cortazzone, il complice al telefono ha raccontato alla 73enne una storia credibile e allarmante: la sua automobile sarebbe rimasta coinvolta in una rapina, e per effettuare le necessarie verifiche tecniche sarebbe stato indispensabile consegnare i gioielli di famiglia a un collaboratore incaricato. Un pretesto assurdo, se analizzato a mente fredda, ma che nella concitazione del momento riesce a fare breccia nella buona fede di chi ascolta, soprattutto se si tratta di persone anziane, abituate a fidarsi delle istituzioni e poco avvezze a questo tipo di raggiri.

Poco dopo la telefonata, il 24enne si è presentato fisicamente alla porta dell’anziana, recitando la sua parte con disinvoltura e portando via i preziosi senza incontrare resistenza. Questo è il momento più delicato dell’intera truffa: il passaggio del bottino avviene in pochi secondi, con il truffatore che si congeda rapidamente per evitare di insospettire la vittima o i vicini. Subito dopo, il giovane è risalito in auto puntando verso Torino, convinto di averla fatta franca come probabilmente era già accaduto in passato.

La fuga del 24enne, residente in Basilicata e arrivato a Torino in treno dalla stazione di Porta Nuova, si è conclusa ben prima di quanto lui potesse aspettarsi. I carabinieri del nucleo operativo della compagnia San Carlo di Torino erano già sulle sue tracce, e l’hanno intercettato all’altezza del casello autostradale di Trofarello, a pochi chilometri dal capoluogo piemontese. Quando ha capito di essere stato scoperto, il giovane ha tentato di darsi alla fuga a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dai militari senza particolari difficoltà.

La perquisizione personale non ha lasciato spazio a dubbi: addosso al 24enne sono stati trovati diversi monili in oro, quasi certamente i gioielli sottratti all’anziana di Cortazzone, oltre a 325 euro in contanti. Un bottino che testimonia la natura premeditata e organizzata del colpo, probabilmente parte di una serie di truffe analoghe messe a segno dallo stesso gruppo criminale. L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria, mentre i complici che hanno gestito la parte telefonica del raggiro risultano ancora da identificare e sono oggetto di ulteriori indagini.

Nel frattempo, i carabinieri della stazione di Montafia e il comandante di stazione si erano già recati dalla vittima per raccogliere la denuncia e prestare il necessario supporto. Nei giorni successivi all’arresto, i militari hanno fatto ritorno dalla 73enne per un gesto che raramente si vede in questi casi: la restituzione integrale di tutti i gioielli recuperati. Un lieto fine parziale, che non cancella il trauma subito dall’anziana, ma che dimostra l’efficacia di un’azione investigativa rapida e coordinata.