La macchina organizzativa è già in moto e il conto alla rovescia è ufficialmente partito. La conferenza stampa di presentazione della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola si è tenuta nella cornice d’eccezione del Museo Fondazione Accorsi-Ometto di Torino, dove istituzioni, enti organizzatori e direzione artistica si sono riuniti per svelare al pubblico le novità e gli obiettivi di questa nuova edizione. L’evento è in programma dal 28 agosto al 6 settembre 2026, dieci giorni densi di appuntamenti che promettono di richiamare visitatori da tutta Italia e non solo.
La Fiera si conferma, ancora una volta, come uno degli appuntamenti più significativi del calendario agroalimentare italiano, capace di mettere insieme produttori agricoli, chef, ristoratori, artisti e appassionati attorno a un prodotto che è diventato simbolo identitario di un intero territorio. Il Comune di Carmagnola guida il progetto come capofila, in stretta collaborazione con le associazioni locali, gli enti regionali e i partner istituzionali, in un esempio virtuoso di sinergia che raramente si vede in manifestazioni di questo tipo.
A fare il punto sulla portata strategica dell’evento è stato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme agli assessori Paolo Bongioanni e Andrea Tronzano, che in una nota congiunta hanno sottolineato come la Fiera rappresenti oggi “un modello esemplare della capacità tutta piemontese di unire il racconto di un’eccellenza agroalimentare del territorio con il coinvolgimento a 360° del suo tessuto economico e sociale”. Un approccio, hanno aggiunto, del tutto contemporaneo, pensato per raggiungere pubblici di tutte le generazioni, con l’obiettivo di promuovere turisticamente ed economicamente un territorio ricco di storia, cultura e bellezza.
La 77ª edizione non si limita a celebrare il passato: guarda con decisione al futuro, cercando di costruire un ponte solido tra la tradizione contadina e le esigenze di un pubblico sempre più variegato e digitalmente connesso. Il programma prevede show-cooking, talk con ospiti del mondo dei media e influencer del web, installazioni artistiche, concerti e contest, a testimonianza di una formula che sa evolversi senza perdere la propria anima. “Un approccio del tutto contemporaneo”, come lo hanno definito dalla Regione, capace di parlare ai giovani senza dimenticare chi ha costruito questa tradizione nel tempo.
Sul fronte agricolo, le parole del presidente del Consorzio del Peperone di Carmagnola, Domenico Tuninetti, hanno portato un tocco di concretezza e di umanità alla conferenza stampa. Tuninetti ha raccontato una stagione produttiva che, nonostante le difficoltà — tra cui un tornado che ha devastato alcune serre — sta andando avanti con determinazione: “Noi continuiamo a produrre nonostante le difficoltà, e speriamo che i giovani domani possano sostituirci e che non si perda questa opportunità”. Parole che ricordano quanto dietro a ogni peperone ci sia un lavoro fatto di fatica, passione e resilienza, e quanto il cambiamento climatico stia diventando una sfida sempre più concreta per chi lavora la terra.
Tra le novità di questa edizione spicca anche la presenza della Fondazione Allegra Agnelli per la ricerca sul cancro di Candiolo come charity partner ufficiale, in un anno particolarmente significativo per l’istituzione, che celebra i suoi 40 anni di attività. “È un onore essere charity partner della fiera”, ha dichiarato Andrea Bettarelli, responsabile della comunicazione della Fondazione, sottolineando come questa partnership rappresenti un rinnovato impegno nella missione della Fondazione. Un segnale importante: la Fiera del Peperone non è solo festa e gastronomia, ma anche occasione per fare del bene e sensibilizzare su temi che toccano da vicino la comunità.




