A Chieri il futuro dell’ex Scotti, storico immobile che diventerà un polo per le associazioni cittadine, sta già facendo discutere. Al centro della polemica non è tanto la destinazione dello spazio, quanto le persone coinvolte nella cordata che dovrà occuparsene.
La Commissione selezionatrice incaricata di valutare le candidature ha individuato l’Ente del Terzo Settore con cui l’Amministrazione comunale avvierà il percorso di co-progettazione per definire il progetto definitivo di gestione del complesso. La scelta è ricaduta sull’ATS — Associazione Temporanea di Scopo — guidata da EXEAT come capofila e composta da una rete articolata di realtà del territorio.
Il problema, secondo alcuni consiglieri di opposizione, non riguarda la competenza o la capacità della cooperativa di gestire l’immobile, quanto piuttosto la presenza al suo interno di figure che hanno un ruolo diretto nell’amministrazione comunale. Tra i nomi coinvolti figurano Alberto Martano, capogruppo della lista di maggioranza “Sicchiero per Chieri Sì”, e Vittoria Moglia, assessora alle politiche giovanili e sociali. Una sovrapposizione di ruoli che ha immediatamente acceso i riflettori sulla vicenda.
La coincidenza tra chi siede in giunta o in consiglio comunale e chi si candida per gestire un bene pubblico ha aperto un dibattito che va oltre il merito del progetto stesso. Non è la prima volta che a Chieri si discute di intrecci tra politica e associazionismo locale, ma questa volta la questione sembra avere assunto un peso specifico maggiore, complice anche la delicatezza del tema “conflitto di interessi”, parola che negli ultimi giorni è tornata con insistenza nei commenti social e nelle dichiarazioni pubbliche dei consiglieri.
A dare voce alla polemica è stata in primo luogo Monica Rostagno, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, che in un post pubblicato sui social non ha usato mezzi termini: “Progettare un luogo per le associazioni dove la gestione viene poi affidata ad un gruppo di associazioni dove fanno parte il capogruppo della lista Sicchiero per Chieri Alberto Martano e l’assessore alle politiche giovanili e sociali Vittoria Moglia, conflitto di interessi??? Nooooo loro possono..”. Un intervento diretto, quasi provocatorio, che ha subito acceso il dibattito online e riportato l’attenzione sulla gestione dei beni pubblici cittadini.
Sulla stessa linea si è mosso anche Antonio Zullo, capogruppo della “Lista X Chieri”, che ha scelto la via istituzionale presentando due interrogazioni indirizzate all’amministrazione. Zullo pone una domanda che appare tanto semplice quanto scomoda: è ammissibile che un capogruppo di maggioranza e un’assessora facciano parte di una cooperativa che si candida per ottenere un incarico direttamente dal Comune che amministrano? La questione, posta in questi termini, tocca un nodo delicato del rapporto tra ruoli politici e interessi economici o associativi personali.
Le interrogazioni di Zullo chiedono chiarimenti puntuali sulla procedura seguita per l’avviso pubblico, sulle modalità con cui è stata valutata la candidatura di ExEat e su eventuali garanzie adottate per evitare che la presenza di figure politiche all’interno della cooperativa potesse influenzare l’esito della selezione. Al momento non sono arrivate risposte ufficiali da parte della maggioranza né da parte dei due esponenti coinvolti, Martano e Moglia, che non hanno commentato pubblicamente le accuse mosse dall’opposizione.
La vicenda dell’ex Scotti rischia dunque di trasformarsi in un caso politico più ampio, capace di travalicare il singolo progetto di gestione per toccare temi più generali legati alla trasparenza amministrativa e alla separazione tra ruoli pubblici e interessi privati. Nei prossimi giorni sarà probabilmente il consiglio comunale la sede in cui la maggioranza dovrà fornire risposte concrete alle domande poste dall’opposizione. F.C.




