Torna l’appuntamento con il verde a Chieri: sabato 9 e domenica 10 maggio, il Museo del Tessile di Chieri apre le porte del suo straordinario Orto Botanico del Tessile® nell’ambito del Festival del Verde, la manifestazione dedicata alla cultura del verde e del paesaggio. Un’occasione unica per scoprire o riscoprire uno spazio che racconta, attraverso le piante, la storia millenaria del rapporto tra l’essere umano e il mondo vegetale, con un occhio di riguardo a tutto ciò che riguarda il mondo dei tessuti e delle fibre naturali.
Il Museo del Tessile di Chieri rinnova anche quest’anno la sua partecipazione al Festival del Verde (www.festivalverde.it), confermandosi come uno dei protagonisti più attesi della sezione Verde Svelato. Per due giorni, il 9 e il 10 maggio, il museo aprirà le porte del suo Orto Botanico del Tessile®, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in uno spazio verde del tutto particolare, dove la botanica si intreccia con la storia della produzione tessile piemontese e italiana.
Gli orari delle visite sono pensati per venire incontro alle esigenze di tutti: sabato 9 maggio l’orto sarà accessibile dalle ore 14 alle 18, mentre domenica 10 maggio l’apertura è prevista dalle ore 10 alle 12. La visita al solo Orto del Tessile è completamente gratuita, con ingresso da Via Santa Clara 6 a Chieri (TO), e non è necessaria alcuna prenotazione. Per chi volesse estendere la propria visita anche alle sale del Museo del Tessile, l’ingresso è invece dalla biglietteria di Via Santa Clara 10: la visita libera costa 3 euro, mentre la visita guidata è disponibile a 5 euro, con prenotazione obbligatoria scrivendo a prenotazioni@fmtessilchieri.org.
L’Orto Botanico del Tessile® è stato ideato da Clara Bertolini insieme a Manuel Ramello e si trova in un luogo davvero suggestivo: il chiostro quattrocentesco dell’antico convento di Santa Chiara, nel cuore di Chieri, una delle capitali storiche dell’industria tessile piemontese. Nel 2022 lo spazio ha vissuto un’importante operazione di rinnovamento, curata da Melanie Zefferino, Claudio Zucca e Giulia Perin, che ha permesso di migliorarne sia l’aspetto estetico che la funzionalità. Le piante crescono oggi in cassoni di legno impermeabilizzati, alimentati da un impianto di irrigazione dedicato, mentre schede informative con contenuti audio accessibili tramite QR Code e nomenclature in Braille garantiscono la fruizione dell’orto a tutti, nessuno escluso.
L’Orto Botanico del Tessile® è uno spazio pensato per raccontare storie: storie di piante, di artigiani, di tinture e di filati che attraversano i secoli. Il giardino è suddiviso in due sezioni distinte, ognuna con una propria identità e un proprio racconto da offrire al visitatore. Nella prima trovano posto le specie da cui si ricava la fibra per i tessuti: parliamo di piante come il lino, il cotone, il banano, la ginestra odorosa, la canapa comune, l’ortica e l’agave sisalana. Vederle tutte raccolte in un unico spazio è un’esperienza che permette di comprendere, in modo immediato e visivo, quanto la natura abbia da sempre fornito all’uomo le materie prime necessarie per vestirsi e produrre tessuti.
La seconda sezione, più ampia, è interamente dedicata alle piante tintorie, ovvero quelle specie vegetali che per secoli hanno fornito i colori con cui tingere i tessuti. Tra queste spiccano le piante utilizzate per ottenere i caratteristici toni del blu — gli stessi che hanno dato origine ai primi blue jeans — coltivate per secoli proprio nel territorio chierese: il gualdo, la persicaria, il sambuco e l’indigo, da cui si ricava anche il verde. Osservare queste piante dal vivo, nel luogo stesso dove la tradizione tessile locale ha avuto il suo centro, è qualcosa che va ben al di là di una semplice visita botanica: è un viaggio nella memoria collettiva di un territorio e della sua identità produttiva e culturale.
Non è un caso che questo orto botanico, inserito nel percorso espositivo del Museo del Tessile di Chieri, sia considerato il primo nel suo genere in Piemonte e venga definito un hortus di bellezza. Il suo valore non è solo scientifico o didattico, ma anche estetico e simbolico: rappresenta un ponte tra passato e presente, tra la natura e la manifattura, tra la tradizione artigianale e la sensibilità contemporanea verso la sostenibilità e l’origine naturale dei materiali. L’orto si integra perfettamente con il patrimonio librario della Biblioteca specialistica della Fondazione Chierese per il Tessile, completando un percorso culturale di grande spessore e profondità.



